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Il rosso e il verde di Oriella Vezzoli

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Oriella Vezzoli, da molti anni segretaria di "Cem Mondialità", si è spenta lo scorso 15 luglio dopo una lunga malattia, che ha saputo affrontare con grande forza d'animo. Oriella aveva appena 44 anni. I missionari e i collaboratori del centro saveriano di Brescia l'hanno ricordata con una Messa, martedì 15 settembre, a due mesi dalla sua scomparsa. Erano presenti anche i genitori e i famigliari, venuti da Adro, che hanno gentilmente accettato di trattenersi anche per il pranzo.

Da collega della porta accanto, ricordo Oriella nelle pause caffè quando, con in mano l'immancabile sigaretta, si lasciava andare a sfoghi, commenti e considerazioni sulla vita, sul mondo e sulle persone. Le nostre chiacchierate in corridoio, talvolta brevi, finivano sempre con un sorriso e una battuta, per riprendere con il giusto spirito il lavoro, per darci la carica nei momenti "no".

Parlandole, era impossibile non specchiarsi nei suoi occhi verdi, profondi, limpidi e sinceri fino alla fine.

Negli ultimi anni aveva l'abitudine di arrampicarsi fino allo Csam con una bicicletta rossa, anche quando pioveva. Una bicicletta con mille difettucci, tanto che scendendo da via Piamarta, Oriella consumava le scarpe per frenare. Le ho consigliato mille volte di prenderne una più moderna con un bel "cambio" e freni funzionanti. Ma lei era legata alla sua bicicletta rossa, regalo dei genitori quand'era ragazzina (mi ha confidato).

Per come l'ho conosciuta, il rosso e il verde sono i colori che hanno contraddistinto Oriella. Il rosso rispecchia la passione, gli ideali, l'impegno per gli altri, le sue "battaglie"; il verde si combina con l'onestà intellettuale, la semplicità, la sua trasparenza.

Da tutti noi: "Ciao, Oriella!".



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