Il riposo del ''buon guerriero'' in Romagna
Non so perché, ma proprio questo è il primo titolo che mi è venuto in mente da dare alla pagina di ottobre, appena mi sono messo a scrivere. È un ricordo di gioventù, anzi un doppio ricordo: è il titolo di un film, di cui ho visto solo la locandina, e un quadro riprodotto nel libro di storia dell'arte al liceo, in cui, se ben ricordo, si vedeva un guerriero sdraiato e accanto l'elmo, la corazza, lo scudo e la lancia. Non ho mai conosciuto la trama del film, ma del quadro era chiaro l'atteggiamento: un po' di riposo per poi rivestire l'armatura e riprendere la battaglia.
Agosto è il classico mese di ferie, e questo può aver suggerito la prima metà del titolo: il riposo. Per la seconda metà - il guerriero - credo abbiano contribuito tv e giornali: quanti convegni, congressi, meeting, settimane e giornate di politica, economia, cultura, religione...!
E noi missionari sempre in stato di allarme per le nostre battaglie; pensate che ci siamo riparati dal sole sotto un ombrellone o all'aria condizionata?
Ci mancherebbe! Leggete qui...
La sera del 16 luglio c'è stato un avvenimento eccezionale. La Proloco Decimana di S. Pietro in Vincoli, con il patrocinio del comune di Ravenna, dell'assessorato al Decentramento e della nostra Circoscrizione, ha organizzato un bel programma di serate musicali "Sotto le stelle" nelle antiche ville romagnole. Ebbene, una serata l'hanno passata anche presso il nostro istituto, che ha sede nella ex villa Vignuzzi, con il "grande concerto" del complesso Caffè Concerto Strauss.
Un concerto di gran classe
Il direttore del complesso è Stefano Alvisi, fratello del compianto p. Edmondo, missionario in Congo RD. Dei sei artisti che componevano l'orchestra, cinque erano stranieri, per cui dai missionari si sono trovati come in casa propria. Le 320 sedie attorno al palco sistemato di fronte alla villa sono state tutte puntualmente occupate.
I fragorosi applausi a ogni "pezzo" eseguito, nelle tre ore di spettacolo, hanno testimoniato l'indice di qualità e gradimento. Le brevi presentazioni al pubblico di ogni singolo artista hanno creato un clima familiare, come tra vecchi amici. L'esecuzione anche di qualche brano classico religioso, intonato al luogo, ha elevato ancor di più il clima della manifestazione.
Noi missionari ci siamo fatti coinvolgere da questa cultura romagnola di cui ci sentiamo parte integrante. Quando il campanile della parrocchia ha suonato la mezzanotte, la Proloco ha offerto il rinfresco, fatto di frutta romagnola preparata dalle volontarie nella cucina dei missionari.
Speciale coro a due voci
Di diverso tipo è l'altro avvenimento che vi voglio ricordare. Non s'è trattato di una serata, ma di una intera settimana, dal 23 al 30 agosto. Non era una manifestazione canora guidata da un maestro con abili artisti, ma il ritiro spirituale, in un profondo raccoglimento, di una ventina di suore guidate da un monaco biblista, il camaldolese Vincenzo Donato di Verona.
Anche questo gruppo sembrava un coro a due voci. Infatti, c'erano le missionarie di due diverse congregazioni di Parma. C'erano le Piccole figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria, dette anche "chieppine" perché fondate da mons. Chieppi con la collaborazione di Anna Micheli nel 1866 per la contemplazione e le opere di carità in Italia, in Svizzera e nel mondo missionario (Congo, Cile e Perù). E c'erano le missionarie di Maria (saveriane), provenienti da varie case d'Italia e da alcune loro missioni (Congo, Burundi, Messico, Camerun, Ciad, Brasile), guidate dalla direttrice generale sr. Ines Frizzo. Fotografate sotto lo stesso Crocifisso, da cui prendono forza e ispirazione, ben riposate e ber rifornite di ottimo carburante, sono ripartite per il proprio campo... di battaglia.








