Il ricordo di padre Abdon Fantelli
È passato un anno dalla morte di p. Abdon Fantelli. È stato il primo saveriano che ho incontrato nella mia formazione missionaria. Era il 5 ottobre del 1953 quando sono entrato nella casa dei saveriani a Udine. Ad accogliermi c’era il rettore p. Giuseppe Morandi, con il sorriso sincero e la gioia visibile, perché entrava un altro “apostolino”.
Mi ha subito consegnato alle cure di p. Abdon, direttore spirituale dei ragazzi. Lo ricordo come una figura carismatica: alto e magro, uomo di preghiera e di gran gusto per la vita missionaria. Quando si rivolgeva a qualcuno di noi, ci chiamava sempre con queste due parole: “anima beata!”.
Tra me e lui c’è stato subito un buon feeling. Cercavo di mettere in pratica i suoi suggerimenti e annotavo sul mio diario spirituale tutti i consigli che mi dava. Purtroppo non ho più conservato quei quaderni, ma ricordo i propositi che scrivevo e che cercavo di mettere in pratica.
Dopo tanti anni di vita missionaria in Indonesia, l’ho incontrato a Parma. Non era più in grado di camminare, ma era sempre sereno. Sembrava davvero un’anima beata!
Lo ricordiamo volentieri al Signore, perché dal cielo continui a benedire questa nostra casa di Udine che lui ha sempre tanto amato.








