Il ricordo dei cari in fraternità a Roma
San Guido Conforti scriveva: “Quando ci assalisse lo sconforto ed il dolore al pensiero dei nostri cari che più non sono, venite ai piedi dell’Altare a cercare conforto da Colui che ha balsamo per ogni ferita e vi parrà di udire queste consolanti parole che vi renderanno meno amaro il distacco dei vostri cari: Io sono la risurrezione e la vita, chiunque crederà in me vivrà in eterno”. Ispirati da queste parole, sabato 19 novembre è stata celebrata l’Eucaristia nella cappella feriale della chiesa di san Gregorio VII, a Roma. Ha presieduto p. Mario Mula, Vicario generale dei saveriani.
Erano presenti i confratelli delle due comunità saveriane di via Aurelia e viale Vaticano, le missionarie di Maria-saveriane di via Trionfale, familiari e amici dei confratelli residenti a Roma. Come famiglia allargata, abbiamo fatto memoria dei nostri Defunti, i cui nomi sono stati posti sull’Altare. Nell’omelia p. Luigino Marchioron, rettore della comunità, li ha ricordati ad alta voce e con commozione: p. Carmelo Boesso, deceduto 2 mesi fa; Benjamin, fratello di p. Fabien Kalehezo, ucciso in Congo; Maria, sorella di p. Marcello; la giovane Irene, morta di tumore, madre di due splendide creature ora accudite con affetto da papà Davide, e tanti altri fratelli e sorelle, genitori e figli, vicini e lontani, in famiglia o in situazioni di conflitto.
La memoria dei nostri cari è anche velata dalle lacrime. Gesù stesso ha pianto di fronte alla tomba dell’amico Lazzaro. A proposito, p. Luigino ha riportato una citazione del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, ucciso nel 1945 nel campo di concentramento tedesco: “Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di una persona cara; non c’è niente da fare, bisogna solo tener duro e sopportare... Finché il vuoto resta aperto, si rimane legati l’uno all’altro per suo mezzo. È falso dire che Dio riempie il vuoto; Dio non riempie il vuoto, ma lo tiene aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra reciproca comunione, sia pure nel dolore”.
“Il ricordo dei Defunti - ha proseguito p. Luigino - ci aiuta a riflettere sulla nostra morte e sul nostro stile vita, secondo il messaggio delle Beatitudini. Beati, felici coloro che sanno perdonare, che sperimentano la misericordia nella propria vita, che non giudicano tutto e tutti, ma cercano di mettersi nei panni degli altri. Questi riceveranno misericordia... Oggi, sarai con me in paradiso. Gesù muore amando, favorendo la vita dell’altro: non ha voluto scendere dalla Croce e salvare sé stesso, ma rimanere per essere con noi. Siamo chiamati a vivere con fiducia il tempo presente”.
Terminata l’Eucaristia, siamo scesi nel salone sotto la chiesa, dove era stato preparato un tavolo con cibi e bevande. Il pranzo è stato accompagnato da vivace e piacevole conversazione. Alla santa Messa e al pranzo fraterno erano presenti dieci saveriani e una ventina di familiari e amici. Tra questi, Angelo Sanfelice e Mario Germano, fratelli dei nostri missionari, con le loro consorti, Lina Mancini, Daniela e Stefania Marrone, Gianluca Giorgio e Laura Manganelli, pronipote di Mons. Conforti.
È stato davvero per tutti un grande piacere ritrovarci insieme dopo tanto tempo e dopo l’isolamento a cui siamo stati costretti dalla pandemia. Il Signore ci protegga e ci accompagni nel nostro cammino per riallacciare relazioni fraterne con tutti.







