Il pellegrinaggio ad Aparecida
Nelle settimane passate, abbiamo vissuto un pellegrinaggio diocesano al santuario nazionale di Nossa Senhora Aparecida. Nella nostra diocesi Itabira Coronel Fabriciano ci sono 50 parrocchie e tutte hanno partecipato. Anche il nostro vescovo era là e ha presieduto la solenne Eucarestia trasmessa dalla televisione Aparecida. Quello che mi ha più colpito è stata la sensazione di entrare per qualche giorno in un altro mondo. Faccio alcuni esempi per spiegarmi.
Le persone pigiate per la comunione
Attualmente, la fede è qualcosa di privato, di fluido (“oggi ce l’ho domani non so”), qualcosa da non mostrare in una forma sfacciata. Al santuario, al contrario, ho visto persone percorrere sulle ginocchia i 400 metri di tragitto fino al santuario.
La Basilica antica vicino al santuario era piena di gente un’ora prima della Messa e fino a un’ora dopo la fine. In silenzio, pregavano, forse perché hanno proprio il bisogno di parlare con Dio in quell’ambiente in cui tutto ti dice che sei vicino alla Madonna e che lei è vicina a te. Ultimo esempio. Oggi non si sente la necessità fisica e spirituale di ricevere Dio nella comunione eucaristica perché crediamo che il nostro destino dipenda solo da noi e più siamo capaci e competenti, più saremo felici e realizzati.
Al Santuario mi hanno permesso di distribuire la comunione. Le persone pigiate allungavano le mani vicino a una balaustra improvvisata per ricevere la comunione; quelle più lontane quasi dovevano spingere gli altri per arrivare davanti dove ero io, mentre quelle più vicine dovevano abbassarsi e non potevano uscire.
Gesù è Via, Verità e Vita
Non è liturgico e non è consigliabile vivere situazioni del genere, con molte persone ammassate in poco spazio, la maggior parte che vuole fare la comunione e il presbitero quasi come un ginnasta a inventare movimenti inconsueti. Al tempo stesso per quelle persone era vitale, necessario, costituiva una ricchezza fare la comunione e riconoscere che Gesù è Via, Verità e Vita; solo con Lui e in Lui incontriamo veramente i fratelli e ci incontriamo.
Che Dio onnipotente e misericordioso benedica tutti i pellegrini in Brasile, in Italia e nel mondo! I pellegrinaggi nei santuari siano segno di speranza e diventino luci di una vita missionaria coraggiosa e coerente, vissuta con l’intercessione di Maria Santissima e con il desiderio costante di migliorare la nostra vita, missione, la chiesa e il mondo.







