Il pellegrinaggio a Parma dal Friuli, Santuario di mons. Conforti
Il 25 aprile 115 pellegrini tra genitori, parenti e amici dei saveriani friulani hanno fatto un pellegrinaggio a Parma per visitare il santuario "San Guido Conforti", le memorie Confortiane e il museo d'arte cinese ed etnografico, recentemente aperto in casa madre dei saveriani.
Ci sono voluti due pullman per ospitare così tanti pellegrini. Alle 5 del mattino tutti erano pronti per passare insieme una giornata di famiglia, avendo come meta quel "nido degli aquilotti" del vescovo Conforti, da dove hanno spiccato il volo tanti saveriani per andare nel mondo a portare il lieto annuncio di Cristo a popoli di lingue e tradizioni diverse.
Con l'aiuto dall'alto...
Il viaggio è stato un'occasione preziosa per conoscerci meglio, per rinsaldare il nostro spirito di famiglia, per pregare, cantare e ascoltare la parola di Dio, lampada sui nostri passi e luce sulla via.
Abbiamo sperimentato la protezione di Dio e del nostro santo fondatore, quando a circa metà viaggio abbiamo rischiato di perdere una ruota di un pullman. Ma con l'aiuto dall'alto e l'intervento della polizia, abbiamo risolto facilmente, senza compromettere la buona riuscita del nostro viaggio nonostante un po' di ritardo.
A Parma siamo stati accolti con gioia dai saveriani friulani, p. Ermanno Ferro, p. Domenico Meneguzzi, p. Emilio Iurman e p. Alfredo Turco, con altri confratelli della comunità. La Messa solenne nel santuario "San Guido Conforti" è stata al centro del nostro pellegrinaggio quando p. Ferro prima, durante e dopo la Messa ci ha illustrato la figura del fondatore, il suo spirito missionario volto a fare del mondo una sola famiglia, e ci ha parlato delle Memorie, conservate come tesoro prezioso nella casa madre dei saveriani.
Viaggio nella storia missionaria
Per il pranzo siamo andati a un agriturismo appena fuori Parma, gestito da nipoti di p. Dante Mainini, missionario in Amazzonia alla bella età di 95 anni. È stato un momento di convivialità e di calda familiarità tra la bellezza della natura e gli antichi ricordi di quella che un tempo era stata una fattoria con strumenti e utensili agricoli dei tempi passati.
Nel pomeriggio, abbiamo visitato il museo etnografico, guidati dai nostri due esperti friulani p. Emilio e p. Alfredo. È stato un viaggio nella storia e nelle tradizioni di vita missionaria, illustrata da tanti pezzi originali e antichi, provenienti dalle varie missioni dove i saveriani hanno lavorato e continuano a lavorare, coniugando assieme "fede e civiltà", che è stato anche il titolo dell'attuale rivista saveriana "Missione Oggi", prezioso strumento di animazione missionaria in Italia.
Il saluto di p. Ernesto Tomè
Il saluto finale è avvenuto ancora nel santuario, alla tomba del Conforti, dove in preghiera ci siamo raccomandati alla sua intercessione. Poi abbiamo espresso il nostro grazie ai confratelli che ci hanno ospitato e accompagnato durante tutta la giornata. All'ultimo è sbucato fuori p. Ernesto Tomè, appena tornato da Bujumbura, capitale del Burundi. Ci ha rallegrati con la sua parola ancora piena di tanto buon umore, nonostante gli acciacchi di un giovane di 84 anni.
Il ritorno si è svolto tra canti friulani, la preghiera del rosario, divertenti battute raccontate dai pellegrini e comunicazioni varie per i prossimi mesi. Dopo una fermata all'uscita dell'autostrada a Porpetto, siamo arrivati a Udine verso le 23 e 30, felici della bella e prolungata esperienza vissuta insieme.








