Il mese di Maria, Nostra Signora…
Maggio, nell’immaginario popolare, è il mese dei fiori e di Maria, Colei che col suo sì ha reso possibile l'avvenimento più decisivo per l'umanità: la venuta del Salvatore sulla terra. Nel segno di Maria sono iniziati avvenimenti importanti nella storia di popoli e nazioni ed è fiorita una grande devozione e incrollabile fiducia nei suoi confronti.
Nostra Signora quotidiana. La mia partenza per la missione del Giappone è ormai lontana. Terminato il periodo di studio della lingua, la prima destinazione fu Nobeoka (foto della copertina dell'articolo). Accanto alla chiesa c'era anche l'asilo. Almeno il 95% dei bambini era di famiglie non cristiane. Ogni mattina, arrivavano alla spicciolata, accompagnati da mamma o papà. Io osservavo dalla casa, incantato. Prima di congedare i genitori, i bimbi li "trascinavano" davanti a una nicchia fiorita, con la statua della Madonna. Sostavano davanti alla statua per un attimo, congiungevano le mani, facevano un profondo inchino e pronunciavano un sonoro "Maria sama, ohayoo gozaimasu", ossia "Signora Maria, buon giorno". Salutavano i genitori e correvano ciascuno nella propria aula. P. Piatti aveva insegnato loro chi era la buona signora di casa. Preghiere non ne conoscevano, ma la signora Maria era viva e, come a tutte le persone vive che incontravano, auguravano una buona giornata. Come i genitori vivessero questo breve rito quotidiano non lo so. Sicuramente nessuno ha mai protestato o si è sottratto: l'innocente fiducia dei bimbi non va mai contrastata.
Nostra Signora dei martiri. Quando Francesco Saverio pose piede su suolo giapponese, a Kagoshima, era il 15 agosto 1549. Un anziano missionario gesuita, p. Nemeshegi, ci raccontava che il cristianesimo in Giappone era sopravvissuto grazie al fatto che i primi missionari, per la loro limitata abilità linguistica, non fossero in grado di insegnare grandi e astratte verità. Con molto realismo, esigevano dai convertiti una pratica frequente della Via crucis e la recita quotidiana del S. Rosario.
In questo modo, di fatto, li prepararono ad affrontare una delle più spietate persecuzioni della storia: l'abitudine a meditare la passione e morte di Gesù, che li rese intrepidi nel momento di affrontare il martirio. Quanto al Rosario, si inventarono un trucco degno delle catacombe. Poiché farsi trovare in casa con immagini e simboli cristiani significava la morte, "adottarono" statuette di Kannon, popolarissima dea buddista della misericordia. Con piccole modifiche negli abiti o negli ornamenti (croci camuffate o nascoste) "cristianizzarono" queste Kannon buddiste e ne fecero delle Maria-Kannon (nella foto una Maria-Kannon, proveniente da Nagasaki e conservata nel nostro Museo).
Davanti a queste statuette recitavano il rosario e le preghiere quotidiane. Poi, le riponevano sull'altarino buddista, senza destare sospetto. In queste condizioni conservarono la fede per oltre due secoli, senza il sostegno di nessun presbitero. Laddove ci sono difficoltà e croci, Maria c'è sempre! Del resto, le siamo stati affidati nel momento in cui stava ai piedi di una croce.







