Il grande pioniere d’Indonesia
Il giorno di Natale è salito al cielo p. Silvano Laurenzi, marchigiano di Castel S. Croce di Rotella (AP). È stato umile e solerte missionario in Indonesia per tutta la vita. Simpatico e giovanile, ha contribuito molto alla formazione dei giovani studenti saveriani.
Aveva trascorso anche alcuni anni ad Ancona, aiutando nella formazione dei novizi, nella pastorale e nell’animazione missionaria delle Marche. Molto caro, popolare ed entusiasta, ci è di esempio per la missione in Italia e nel mondo. Lo ricordiamo nelle nostre preghiere.
I saveriani di Ancona
È un bisogno del cuore dare una testimonianza su p. Laurenzi, avendolo sentito così vicino nella mia vita. Padre Silvano, infatti, è all’inizio della mia vocazione saveriana e io sono stato vicino a lui negli ultimi anni (dal 2003) e specialmente negli ultimi giorni, nelle sette settimane passate all’ospedale.
Tre cose mi hanno particolarmente impressionato nella sua vita: umanità, dedizione alla missione, sensibilità.
Toccava il cuore delle persone
Nel suo ministero era sempre attento a cogliere gli aspetti della vita, a toccare il cuore delle persone. Mi facevano impressione le sue omelie: sapevano incarnare il vangelo, trovare sempre quello spunto che univa messaggio e cuore.
La sua umanità appariva soprattutto nelle relazioni con le persone. Era capace di ascolto, di grande delicatezza, e soprattutto era fedele. L’amicizia lui la coltivava. Ricordava tutti gli amici con una precisione e ricchezza di dettagli impressionante. E spesso si faceva vivo con loro, per lettera, telefono, e-mail… Così si spiega la vasta cerchia di amici, sia in Italia che in Indonesia, legati reciprocamente da un profondo legame.
Un altro segno di questa umanità era il suo gusto per le cose ben fatte e belle… La chiesa di Santa Maria Regina (Sanmare) è il segno più chiaro che mostra, visivamente, questa sua caratteristica.
Dedizione totale alla missione
Padre Silvano diceva: “Non ho mai avuto crisi riguardo alla mia vocazione”. Una conseguenza di questa totale dedizione alla missione era la decisione con la quale svolgeva il suo compito.
In questo mostrava forza, coraggio e grinta incredibili. Quando qualcosa o qualcuno contrastava il bene della comunità, si opponeva risolutamente.
Padre Silvano si gettava nel suo servizio con dedizione totale. È stato un pioniere per l’Indonesia, un apripista. Si è battuto per l’apertura alle vocazioni locali, si è dedicato completamente alla loro formazione, ha aperto le strade per l’animazione vocazionale, visitando innumerevoli seminari… In ogni servizio, costruiva con delicatezza, ma si opponeva con decisione, quando vedeva un pericolo.
Persona molto sensibile
Era una persona sensibile di fronte alle persone in difficoltà ed era disarmato di fronte alla sofferenza. Cercava in ogni modo di aiutare chi era in difficoltà, e non sopportava obiezioni. E spesso lo diceva con le lacrime agli occhi. Così raccontava il suo lavoro con i lebbrosi, a Bagansiapiapi, sulla costa nordest di Sumatra.
“Il primo impatto con i lebbrosi fu davvero scioccante. Ero preparato spiritualmente, ma davanti a tanta sofferenza e miseria umana, un senso di rigetto mi bloccò. Un grido voleva uscire dalla mia gola: «È impossibile!». Improvvisamente percepii nel profondo del cuore una voce. Era la voce di mia mamma: «Silvano, è Gesù!». Era la stessa voce di mamma quando eravamo piccoli. Spesso trattavamo con poco rispetto i poveri che venivano a casa per un aiuto. Mamma mi diceva: «Silvano, quello è Gesù!». Avevo scritto nel cuore quelle parole.
Quindi, incoraggiato da mamma, ruppi il ghiaccio: entrai con un grande sorriso, con tanta gioia, per incontrare tanti Cristi sfigurati e dare loro un po’ di amore. Sarei rimasto con loro tutta la vita!”.








