Il forte desiderio di vivere la fede
Intervista al saveriano p. Gerardo Pretel Ortiz - 2
Continuiamo con l'intervista a p. Gerardo Pretel, missionario in Congo.
Come sono i rapporti con i musulmani?
La maggior parte della popolazione della zona è musulmana. I cristiani sono solo il 10%, e noi cerchiamo di appoggiare il loro cammino di fede. Oltre a questo, li invitiamo a praticare con i musulmani il dialogo di vita: quello che avviene tutti i giorni, in ogni realtà della vita quotidiana. C'è un buon rapporto, sono rispettosi e si collabora bene con loro. Spesso invitano noi missionari e i cristiani a partecipare alle loro feste. Abbiamo un buon rapporto anche con i pastori delle chiese protestanti.
I cristiani come vivono la fede?
I laici delle nostre comunità, animati dal vangelo, si impegnano non solo nella chiesa, nella catechesi, nella liturgia, ma anche nel campo sociale, affinché ci sia più vita e dignità per tutti. Per esempio, riparano strade e ponti, tagliano l'erba nei luoghi pubblici, fanno la manutenzione delle scuole. In qualche missione c'è anche un centro che soccorre i più poveri che non sanno come vivere. Aiutiamo bambini e giovani a studiare, pagando le loro rette mensili, affinché frequentino la scuola primaria e le medie. Possiamo offrire questo aiuto, così prezioso per il futuro di queste persone, grazie alla generosità di tanti benefattori, soprattutto italiani, che ci sostengono e che ringraziamo di cuore.
Ma lo Stato non vi aiuta?
In Congo lo Stato è ancora assente. Perciò spetta alle missioni aiutare la popolazione in situazione di difficoltà. Il governo purtroppo si fa sentire solo per sfruttare, attraverso le tasse, senza offrire in cambio servizi di base come strade, ospedali, scuole, energia elettrica, igiene, acqua... Questo accade sia nei villaggi sia nelle città. La gente deve proprio arrangiarsi. Spesso la gente deve fare anche centinaia di chilometri a piedi o in bici per spostarsi da una località all'altra.
Cosa hai apprezzato di più della missione?
Ciò che più mi è rimasto nel cuore è l'accoglienza della gente e il forte desiderio di vivere la fede. Hanno in loro un grande senso di Dio e del sacro. Si tratta di una religiosità naturale, che affonda le sue radici nelle religioni ancestrali, e che il cristianesimo cerca di purificare e migliorare. In tal modo, noi missionari troviamo un fertile terreno umano e religioso.








