Il desiderio di annunciare Cristo
Il 18 marzo Melecio Cuevas Contreras, messicano, ha fatto la “professione perpetua”, esprimendo in questo modo la sua decisione di far parte per sempre della famiglia saveriana. Il giorno dopo è diventato diacono e prossimamente sarà ordinato sacerdote nel proprio paese. Per “Missionari Saveriani” ha raccontato la sua esperienza di vita.
Sono nato e cresciuto in Messico, in una famiglia numerosa che viveva in campagna. Sono il quinto di nove figli e ho trent'anni. Durante l'infanzia, alternavo la frequenza a scuola il mattino, con il lavoro insieme agli altri fratelli nel pomeriggio, per aiutare l'economia familiare. Mi arrangiavo vendendo per le strade del mio villaggio alcuni nostri prodotti: gelati, cetrioli, pane, pannocchie, mango, gelatina e angurie. Frequentavo il catechismo, impostato secondo lo schema di domande e risposte. I genitori erano “ministri della Parola” e testimoniavano il vangelo con la loro vita.
Dopo le elementari, volevo continuare gli studi, pur conoscendo le nostre difficoltà economiche. A 12 anni sono entrato nel seminario diocesano, sorprendendo tutta la mia famiglia. Così ho iniziato il mio percorso formativo.
Ho conosciuto i saveriani
Al secondo anno di liceo, ho conosciuto i missionari saveriani attraverso la rivista saveriana che arrivava in seminario. Dopo aver partecipato a un incontro vocazionale nella comunità saveriana di Salamanca, ho iniziato un cammino di discernimento, via telefono e per corrispondenza. Padre Gerardo Olmos è stato la mia guida spirituale, finché ho deciso di entrare nel noviziato saveriano.
In quel periodo ho conosciuto meglio la congregazione e ho avuto tempo e modo per decidere di accogliere la chiamata alla missione. Sono diventato saveriano nel 1997 e per tre anni ho studiato filosofia a Guadalajara. È stato un bel periodo, perché sono riuscito a curare bene lo studio, la vita spirituale e l'attività pastorale. Sono cresciuto e maturato dal punto di vista personale e comunitario. Ho anche trascorso un anno nel nostro seminario a San Juan del Rio. Ho cercato di essere come un fratello maggiore per i ragazzi in formazione.
A Parma, vicino al Conforti
Per lo studio della teologia ho chiesto e ottenuto di poter venire in Italia, a Parma. Desideravo respirare da vicino la spiritualità saveriana, conoscere la figura del beato Conforti e i luoghi dove è nata e cresciuta la congregazione.
Durante gli studi teologici ho avuto l'occasione di svolgere alcune esperienze di servizio pastorale nella parrocchia parmense di “Cristo Risorto”, nella comunità di Sailetto (MN) con il gruppo scuola, nella commissione pastorale giovanile e nel gruppo delle famiglie che fanno la lectio divina . Queste varie esperienze sono state per me altrettante grazie di Dio.
A questo punto del mio cammino formativo, sento il travolgente desiderio di consacrare la mia vita al Signore nella famiglia saveriana, come fratello tra i fratelli, per annunciare ai popoli Cristo e il regno di Dio.







