Polvere, fango, sole e pioggia
Saverio Verdini, un giovane che pratica gli esercizi della vita ordinaria (EVO), è stato pellegrino a Santiago. Ci parla dell'esperienza del cammino.
Il canto invita il pellegrino a riflettere: "Pellegrino che cosa ti chiama?" Il pellegrino risponde con la preghiera: "Guardaci, o Dio. Ci siamo messi in cammino per venirti ad incontrare. Veniamo da tutto il mondo, siamo di tutte le età; qualcuno è robusto, qualcuno è malandato. C'è gente che ti chiama con nomi diversi. Ma in tutti, o Dio, ho visto lo stesso desiderio, la stessa speranza di trovarti. Ti prego non lasciarci vagare invano".
Il cammino è ...
Il cammino è fatica e dolore: è gioia e allegria, silenzio e lacrime, entusiasmo e armonia, incontro e separazione, dentro e fuori, vita e morte. Il cammino è cambiamento: se non si vuole cambiare, se non si è disposti a far entrare qualcosa di nuovo, di ignoto e di fresco, non ci si può mettere in cammino.
Il cammino è magia: lungo il cammino avvengono cose strane, che non capita no nella vita di tutti i giorni. "L'aver camminato per giorni, mi ha fatto sentire parte della terra, umano e fragile; parte di un progetto che supera la condizione umana", mi ha detto un pellegrino lungo il cammino. "Penso che Santiago sia una sorta d'anello che congiunge cielo e terra", ha scritto un compagno di viaggio.
Mi sta a cuore
Ci sarebbe molto da dire sul cammino. Alla fine, l'unica cosa da fare per capirne il valore è quella di viverlo in prima persona. Ma una cosa mi sta a cuore dirvi: quando si torna dal cammino, non si è più gli stessi. Ci si accorge che la strada da affrontare, da quel giorno in poi, è molto più lunga e faticosa di quegli 800 chilometri camminati. Si rimane pervasi, dentro, da quella strana idea che nella vita, altra strada non c'è se non quella che si cammina.
Buon cammino!
Saverio Verdini