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Un piccolo seme di CEM Mondialità - il centro di educazione alla mondialità dei missionari saveriani, a Brescia - è arrivato anche in Giappone. A portarlo è stato un saveriano che in Italia si è aggiornato sulle materie di studio della scuola italiana e sulle novità bibliche, teologiche e liturgiche della chiesa.

La licenza speciale

Il terreno in Giappone per questo piccolo seme è stato offerto dalla preside di un istituto femminile di scuola media e superiore nei pressi di Osaka. In Giappone, come in Italia, non c'è una materia specifica per la mondialità. Ma nelle scuole private cattoliche c'è un'ora settimanale di insegnamento della religione, che si presta a un’apertura mondiale su ciò che Dio ha creato e Gesù ha redento.

Per insegnare in Giappone occorre frequentare due o tre anni un’università giapponese che abbia la facoltà di studi religiosi e ottenere la licenza da parte della prefettura. Per fortuna, di fianco alla scuola, c'era un’università cattolica che dava la possibilità di fare gli studi richiesti. In questo modo provvidenziale il piccolo seme di mondialità ha potuto attecchire in terra giapponese.

Il seme spunta in due scuole

Dopo vent’anni il seme è spuntato in due scuole medie, una nei pressi di Osaka con il nome "Yuri" (Giglio) e l'altra a Kyoto con il nome "Seibo" (Santa Madre). Perché così tanto tempo? Perché in Giappone c'è poco interesse per la religione, e quindi scarsità di sussidi per il suo insegnamento. Inoltre, l'insegnamento in generale nelle scuole giapponesi si svolge in modo tradizionale, memorizzando quanto è scritto sul testo di studio e copiando ciò che l'insegnante scrive sulla lavagna.

Si è ancora molto lontani dalla scuola attiva proposta da CEM Mondialità. E poi, il contenuto religioso proposto dal seme andava ben al di là delle devozioni religiose.

Nonostante le varie difficoltà dovute alla trasmissione a un'altra cultura di una proposta completamente nuova, il seme ha attecchito.

Un percorso di tre anni

È partito un corso triennale di 124 lezioni per studenti non cristiani, che va dalla prima alla terza media. Ogni lezione è di 50 minuti settimanali. Nel primo anno si cerca di scoprire l'amore che Dio ci dimostra tramite la creazione e l'incarnazione. Nel secondo anno si fa il giro del mondo per vedere come le principali religioni rispondono all'amore di Dio. Nel terzo anno, che corrisponde all'ultimo di scuola obbligatoria in Giappone, si decide quale risposta personale dare all'amore di Dio nella propria vita.

Per facilitare questa scelta decisiva, si propongono agli studenti vari modelli di risposta: la visione di audiovisivi, la corrispondenza internazionale tra studenti giapponesi e coetanei italiani, il contatto con le parrocchie vicine e la partecipazione alla Messa domenicale della comunità cristiana.

Gesù al centro della vita

Sarebbe auspicabile che questo seme CEM possa svilupparsi e diffondersi in tante altre scuole. Per questo occorre formare personale locale e mettere su un centro di produzione e distribuzione del materiale didattico necessario.

Questo materiale consiste in dispense da distribuire durante le lezioni in modo che gli studenti possano lavorarci sopra. Le dispense sono poi raccolte in due fascicoli rilegati, uno di lavori scritti, l'altro di fotografie, illustrazioni e lettere scambiate durante i tre anni del corso. Questo compendio, che documenta la crescita fisica, culturale e religiosa degli adolescenti, viene poi consegnato loro alla fine della scuola media.

Attualmente, sono circa 2.500 le allieve delle scuole Yuri e Seibo che, terminato questo corso, sono passate alla scuola superiore. Non so quante di loro sono diventate cristiane.

Mi auguro però che tutte abbiano posto a fondamento della loro vita il messaggio di amore proposto da Gesù.



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