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Parlando con le persone, spesso un argomento della conversazione è la vita della comunità saveriana. Quanti siete a Desio, come si svolge la vostra giornata, ma soprattutto come ve la cavate con le spese, ricevete qualche contributo dal Vaticano, una specie di pensione?

La Provvidenza non ci ha mai lasciato

Sono curiosità più che legittime alle quali è doveroso dare una risposta. Attualmente, a Desio siamo in nove, quasi tutti con lunghe esperienze di missione (Africa e America Latina), a volte in mezzo a pericoli a causa delle guerre tribali.

Noi missionari non apparteniamo al clero diocesano che, una volta raggiunta l’età, gode della pensione grazie al sostentamento del clero (otto per mille).

Appartenenti a varie congregazioni, ci appoggiamo quasi esclusivamente sulla Provvidenza di Dio. E non abbiamo dubbi sulla sua esistenza. Finora non ci ha mai lasciato… a piedi.

Certo, cerchiamo anche di darci da fare con l’apostolato: sante messe nelle parrocchie, confessioni, qualche incontro missionario, accoglienza e attenzione per chi desidera ascolto e conforto.

Una chiacchierata… benefica

Poi ci siete voi, i nostri amici veri, che leggendo “Missionari Saveriani”, condividete con noi le nostre fatiche, speranze, preoccupazioni e vi fate presenti anche con l’invio di qualche offerta. Vari amici e benefattori che abitano abbastanza vicino a Desio passano a trovarci. Una bella chiacchierata fa bene a noi e a loro.

La difficoltà è che non sappiamo come ringraziarvi. Le parole sono sempre insufficienti, ma non c’è altra scelta. Mi ricordo che quando ero in Amazzonia una signora anziana, di modeste condizioni sociali e che viveva da sola, mi ha mandato tutta la sua mensilità a favore dei poveri della parrocchia. Mi ha commosso e mi ha fatto venire in mente la vedova del vangelo. Non trovavo le parole per esprimere tutta la mia gratitudine davanti a un gesto così grande.

Sarebbe interessante pubblicare i commenti che accompagnano le offerte di tanti nostri amici.

Ne presentiamo una per tutte. Si tratta di una lettera che la signora Ada di Desio, appassionata lettrice di “Missionari Saveriani”, ha scritto all’ex direttore.


“Continuo ad amare i missionari”

Reverendo p. Marcello,

ho letto che lascia la direzione di Missionari Saveriani. Leggevo per primo il suo scritto, sempre molto coerente con l’attualità. Le scrivo per dirle “grazie” per il gran lavoro svolto. Un altro grazie è per l’invio della cartellina con la preghiera per le vocazioni missionarie (2 febbraio 2014). La recita è quotidiana, insieme alla recita del Rosario missionario (corona colorata).

Ho conosciuto, stimato e amato i saveriani nel 1952, proveniente dal Friuli. Allora le vocazioni erano molte, anche se il freddo di Villa Tittoni era veramente insopportabile. I missionari si occupavano delle periferie, dove c’erano i poveri. Ne nomino uno per tutti: padre Andrea Galvan! Ha consacrato la nostra famiglia al Sacro Cuore. Conservo ancora il quadro appeso in cucina. Continuo ad amare i missionari e prego ogni giorno per loro (spero che la mia preghiera valga, perché alle volte mi distraggo).

Ormai sono vecchia (76 anni) e anche molto malata. Sono vedova dal 1995, però ho un grande rimpianto di mio marito: ci siamo molto amati. Ho tre figli e sette nipoti, che non mi fanno mancare il loro amore e la loro presenza. La mia vita è stata, come per tutti, costellata da gioie e prove pesanti. Tutto ho messo nelle mani del Signore. Spero che ne tenga conto quando mi presenterò al suo giudizio”.

Cari amici, senza di voi ci troveremmo in serie difficoltà per andare avanti. La ricompensa ve la darà il Signore, secondo i suoi progetti e gusti. Noi continuiamo a ricordarvi presso di Lui. E se siete nelle vicinanze non mancate di passare da qui.



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