I laici di Desio in trasferta a Udine
La parola “missione” risveglia in alcuni di noi un sogno, un orizzonte, o forse un desiderio. Sicuramente a noi saveriani risveglia una vita intera, che vorremmo condividere.
Alcuni anni fa era una parola riservata a quelli che partivano effettivamente per altre terre e culture, dove Cristo non era conosciuto. Oggi, qualcosa è cambiato, lo Spirito soffia anche nel cuore di coloro che hanno fatto la scelta di formare una famiglia o di vivere fuori da un ambiente religioso. Molti, attratti dalla missione, hanno cominciato a nutrire il desiderio di imitare la “modalità saveriana”, ispirata dal fondatore san Guido Maria Conforti. Poco a poco, si sono formati gruppi con riferimento alle comunità saveriane in Italia. Alcuni si sono riuniti, formando il “laicato saveriano”. Il gruppo, sorto nella casa di Desio, in Brianza, è venuto a farci visita e a comunicare la propria esperienza ad altri laici che frequentano la comunità di Udine.
Domenica 17 marzo, i corridoi della nostra casa si sono riempiti di corse e delle urla dei bambini, che erano controllati da una ragazza offertasi per fare da babysitter. I genitori hanno occupato una stanza in cui hanno pregato insieme e poi hanno ascoltato le attività, i progetti, ma anche le ragioni del trovarsi insieme. Verso la fine della mattinata, abbiamo celebrato l’Eucaristia. A coronamento del tutto c’è stato il pranzo. Naturalmente ci siamo lasciati con il desiderio di poter ripetere ancora questo momento di famiglia. Per ora è ancora un seme, ma abbiamo la speranza che cresca e faccia sorgere anche nella nostra casa un gruppo del “laicato saveriano”. Una realtà che si sta diffondendo un po’ ovunque (Brasile, Messico, Colombia, Burundi e Congo). Forse questa è proprio una “soffiata” dello Spirito Santo.







