Ho imparato che… La settimana vocazionale a Bergamo
La primavera dello scorso anno, il centro vocazionale della diocesi di Bergamo ha visitato tutte le parrocchie del vicariato di Sarnico e Predore e ha parlato con i parroci, ricevendo la loro disponibilità a ospitare la settimana di animazione vocazionale per il 2009. Dopo varie riunioni, molte telefonate e scambi di messaggi, il 18 aprile scorso una veglia di preghiera nella chiesa di Predore, presieduta da don Luciano, vicario e parroco di Sarnico, ha aperto la settimana di animazione.
Le vocazioni sono tante
Domenica 19 aprile, quattro équipe formate da religiosi, consacrate, diaconi permanenti, coppie di sposi, missionari e sacerdoti sono andate nelle varie parrocchie e hanno portato nelle liturgie domenicali, attraverso la loro testimonianza, la bellezza e la molteplicità delle vocazioni che lo Spirito Santo suscita nella chiesa.
Penso sia stato un momento unico e irripetibile perché è stato possibile vedere nello stesso tempo varie vocazioni e scoprirne di nuove. Per esempio, le consacrate secolari, donne che esercitano una professione, vivono in comunità e collaborano in varie attività pastorali.
Un altro momento forte di questa settimana è stato far conoscere ai ragazzi e ai pre-adolescenti le diverse vocazioni in modo allegro, anche attraverso il gioco per i più piccoli. Per un giorno, abbiamo "scombussolato" la loro ora di catechismo settimanale, durante la quale sono state presentate le figure del missionario apostolo san Pietro, il diacono santo Stefano, i consacrati Timoteo e Lidia, la coppia di sposi Aquila e Priscilla, collaboratori dell'opera missionaria di Paolo. Ognuno di loro, secondo la propria vocazione, ha detto "sì" alla chiamata di Gesù.
Due incontri ben riusciti
Durante la settimana ci sono stati altri due momenti particolari, diversi e complementari. Il primo è stato l'incontro con i catechisti del vicariato nell'oratorio di Villongo del giovedì sera. Attraverso una relazione sul tema "Vocazione come incontro personale con Cristo che cambia la vita" e un proficuo dialogo, si è ribadita l'importanza della catechesi come strumento per preparare il terreno - cioè i ragazzi - perché quando il Signore riterrà opportuno fare la sua proposta vocazionale trovi accoglienza e il desiderio di dire "sì".
Il secondo momento è stata la serata con i giovani, caratterizzata dalla camminata lungo il lago d'Iseo da Paratico a Sarnico. La passeggiata è stata scandita da canti, preghiere e da un momento di riflessione in silenzio. La meditazione, guidata da un frate e dal suo gruppo giovanile, è terminata all'oratorio di Sarnico con un concerto di canti religiosi da parte del coro "Effatà".
Aspettando la fioritura
Ripensare a questa esperienza diocesana, giunta al quarto anno, mi ha portato a cogliere alcune sensazioni e convinzioni per me stesso.
Prima di tutto, è bello fare le cose insieme, pur senza ignorare le difficoltà che questo tipo di lavoro comporta: trovare le persone, combinare gli orari e i luoghi, e soprattutto mettere insieme tanta gente con diversi modi di pensare. Inoltre, ho toccato con mano che le nostre parrocchie sono vive, accoglienti e disponibili.
È interessante scoprire le grandi ricchezze nascoste in ognuno, che al momento più inaspettato ti vengono in soccorso. Lavorare insieme a persone mai viste non è una difficoltà o un'incognita, ma una ricchezza. Siamo come strumenti diversi, ma che suonano nella stessa orchestra seguendo un unico spartito. Rinsaldando i rapporti con i compagni di viaggio, scopriamo sempre più che facciamo parte di un progetto che non è nostro.
Mi fermo qui, anche se potrei continuare ancora... Concludo con un appello: noi abbiamo seminato; ora aspettiamo... la fioritura!
Intanto, riempiamo con la preghiera il vuoto dei puntini (...), che rappresentano il tempo dell'attesa.







