“Grazie”, anzi “Muchas Gracias”
Sono davvero contento, per tre motivi: si avvicina il giorno della partenza; durante quest'anno ho preso alcune decisioni definitive per la mia vita; con i salernitani la mia vita ha preso un altro colore. Dopo un anno di attività pastorale a Salerno, riparto per il Messico, dove sarò ordinato sacerdote. Prima, però, vorrei esprimere il mio ringraziamento per l'esperienza vissuta.
Il cuore diviso in due
Nel mio cuore prevalgono due sentimenti: tristezza e felicità. Tristezza, perché non è facile staccarsi dalle persone a cui voglio bene, e anche perché non so se potrò rivederle ancora. Sono sicuro però che in qualche parte del mondo ci ritroveremo. Felicità, perché nei salernitani ho trovato una fede vera in Gesù, il valore dell'accoglienza, la semplicità e un senso profondo della famiglia. Sono felice anche perché so che, in qualche angolo della terra, altre persone innamorate di Cristo mi aspettano. Toccherà a me scoprirlo, e ne sono ansioso.
Rivolgo il mio "grazie" ai confratelli della comunità di Salerno. Con gioia, pazienza e amore, mi hanno testimoniato il loro zelo per la vocazione missionaria. Ringrazio il rettore, p. Benigno, che ha curato con attenzione e affetto paterno la mia formazione.
Ringrazio l'equipe dell'animazione missionaria e vocazionale - in modo particolare, p. Alex e la saveriana Francesca - per la pazienza e l'opportunità che mi hanno offerto di collaborare con loro e per la fiducia che hanno avuto in me.
Sempre uniti nella preghiera
Ringrazio inoltre i giovani, i giovanissimi e i laici saveriani, che mi hanno fatto dono della loro presenza. Sono contento di aver fatto un pezzo di strada insieme a loro nella ricerca della fede. Li ringrazio per avermi dedicato il loro tempo e avermi sostenuto con la preghiera. In questo modo, mi hanno fatto sentire uno del gruppo.
Un grazie di cuore a tutti: alle persone che accogliendomi sono diventate per me come genitori, fratelli e amici; a coloro che mi hanno aperto le porte delle loro case; a coloro che, quando i miei passi diventavano stanchi, si sono avvicinati a me con amicizia e comprensione.
Un grazie devo dirlo anche alle persone che ho incontrato nelle diverse parrocchie, agli insegnanti conosciuti nelle scuole, ai parroci, e in modo speciale a don Biagio che mi ha accolto con gioia e semplicità nella sua comunità di Coperchia per esercitare il ministero del diaconato.
"Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro..." (Mt 18,20). È vero! Nella preghiera saremo sempre vicini ed è per questo che non vi dico "addio", ma solamente... "muchas gracias".








