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Il 19 gennaio nella casa saveriana di Vicenza i collaboratori e le collaboratrici che hanno lavorato per l’ottima riuscita della 13ª mostra dei presepi missionari e relativo mercatino, si sono ritrovati per ringraziare il Signore.

Erano presenti un centinaio di persone tra cui: il Gams (Gruppo amici missionari saveriani), i cui componenti creativi ancora una volta hanno dato prova di un’eccellente manualità, i gruppi degli alpini di Malo e Valdagno che hanno lavorato con disponibilità e generosità nell’allestire tutta la logistica della mostra, e anche molte persone che hanno gratuitamente dato il loro contributo con opere di falegnameria o di diffusione di materiale pubblicitario.

Padre Guiotto e Sierra Leone

Padre Antonio Guiotto, che ha trascorso molti anni in Sierra Leone e ora è superiore dei saveriani a Udine, ha trattato il tema, “Come ho cercato di vivere la Parola di Dio in missione”. La sua esperienza non è stata teorica, ma testimonianza di vera vita cristiana. La guerra civile che si è combattuta in Sierra Leone dal 1991 al 2002 ha provocato molte sofferenze. Nonostante tutto, si era sempre alla ricerca di nuove soluzioni. Dopo che i ribelli hanno bruciato la missione - salvando però la chiesa - rapito sette suore e commesso numerose atrocità, si è cercato di ricostruire il necessario per il lavoro dei missionari.

La pace raggiunta è durata poco: di nuovo guerriglia e un colpo di stato. I missionari erano ormai senza speranza, ma leggendo e meditando la Parola di Dio hanno trovato un aiuto. Hanno scoperto il valore della sofferenza e della morte.

Hanno così compreso la potenza di Dio, che entra in noi e ci fa vivere qualunque esperienza per amore suo e per servire i fratelli in difficoltà.

Bibbia, unica consolazione

La testimonianza di p. Guiotto è proseguita con il racconto della fuga dalla missione assieme ai suoi confratelli, perché la furia dei ribelli era diventata così violenta da rendere necessario nascondersi nella foresta. Le parole della Bibbia erano la sola consolazione, perché davano forza e speranza di agire in difesa di se stessi e degli altri, per non cadere in una facile disperazione.

Durante il periodo di “clandestinità”, una famiglia di musulmani ha ospitato due missionari nella loro casa per circa un mese, poiché la missione era stata nuovamente distrutta. Prima di lasciare la casa, p. Guiotto, su richiesta dei suoi ospitanti, ha battezzato genitori e tre figli e celebrato le nozze dei due coniugi che avevano capito la forza dell’amore di Dio ed erano pronti a trasmetterla ai loro cari.

Il messaggio che ha lasciato p. Antonio in ognuno dei presenti è questo:

“Ama per primo; non aspettare che l’altro faccia il primo passo; ama il nemico. Questo atteggiamento ti rigenera e ti aiuta a cambiare il cuore e a vivere meglio le sofferenze”.

È giusto ringraziare

Nella Messa celebrata nella casa saveriana di Vicenza, il rettore p. Elio Cosma ha ringraziato tutti per il sostegno alla comunità, perché l’animazione e la sensibilizzazione alla missione parte proprio da lì e va verso le parrocchie della diocesi. Dire grazie al Signore è la preghiera più importante per il cristiano. A Dio si chiedono sempre favori e aiuto, ma poi ci si dimentica di ringraziare. Un grazie per tutto quello che avviene nella nostra vita è sempre giusto e doveroso.

Durante la sobria cena, p. Luciano Bicego ha dato una breve relazione, in cui ha messo in evidenza il buon risultato ottenuto e ha impostato il programma per il futuro. Una lotteria con alcuni premi provenienti dalle missioni ha concluso la bella serata.

(di: Caterina e Pietro Dal Santo)



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