Giovanissimi e cristiani: Insieme a Cristo è meglio!
Da: GARGANO E MARTINA.
I missionari saveriani, le missionarie saveriane e i laici saveriani, da quest’anno hanno pensato a un cammino missionario per i giovanissimi dai 14 ai 18 anni. Tra gli obiettivi dei cinque incontri proposti per l’anno scolastico, c’è la proposta di far uscire i giovani dal loro proprio contesto parrocchiale per passare alcuni momenti di riflessioni, preghiera, conpisione e pertimento con giovani della loro stessa età. Ma l’obiettivo che sta più a cuore a noi missionari è quello di aiutare questi giovanissimi ad aprirsi al mondo e alle bellezze del mondo. Conoscere il mondo soprattutto attraverso le missioni dei saveriani e riscoprire la missionarietà che è inscritta in ogni cristiano e a maggior ragione in ogni giovane che sta facendo un cammino di fede.
Ecco le impressioni di Martina, una ragazza di "Gesù Redentore" che il 16 dicembre ha partecipato al secondo incontro fatto nella casa dei saveriani a Salerno.
L’incontro è iniziato con la preghiera. Beh, non c’è modo migliore per sentirsi in comunione con chi ci è accanto! Dopo poco, le voci di ognuno, che risuonavano come lontane e distaccate dalle altre, si sono unite per formare un unico e grande coro di voci che insieme pregavano e cantavano inni di lode al Signore.
Gesù ai nostri giorni
Dopo la preghiera, ci siamo pisi in gruppi per iniziare un’attività. Si trattava di inventare un lavoro - che poteva essere un racconto, una scenetta recitata o un cartellone - riguardante la nascita di Gesù. Ma questa doveva avvenire ai nostri giorni, nell’appena terminato 2006! È stato un momento importante e, al tempo stesso, pertente e curioso. Insomma ci è stata offerta l’opportunità di entrare in relazione con persone che hanno modi di pensare persi.
Dovendo lavorare sul tema che ci era stato proposto, ho potuto conpidere i miei pensieri personali con ragazzi che inizialmente sentivo distanti. Ma poi ho capito che, anche se in modo perso, anch'essi vivono le stesse esperienze che vivo io, hanno più o meno le stesse esigenze che posso avere io, hanno gli stessi dubbi e le stesse paure… È stato un momento di crescita, perché ho dovuto mettere in discussione il mio "io". Mi sono resa conto che la distanza ci separa, ma non ci rende differenti o migliori gli uni dagli altri!
Unire i colori in una luce
Eravamo come i colori dell’arcobaleno. Ogni colore è perso dall’altro; un colore trasmette un’emozione, un altro colore ne trasmette un’altra ancora… Il rosso può essere bello perché trasmette amore; il verde perché trasmette speranza… Ma insieme, i colori trasmettono una forza che singolarmente non possono donare. La luce che acquista valore e splendore solo se sono tutti uniti tra di loro!
Così eravamo noi: tutti splendenti di una luce propria; ma insieme abbiamo dato vita a una luce più bella e splendente: la luce della comunione fraterna!
Dopo questa attività, abbiamo dovuto scrivere su un biglietto il nostro nome e il numero del cellulare; dietro dovevamo scrivere l’impegno che volevamo prenderci per Natale. Poi abbiamo pescato un altro biglietto a caso: c'era scritto il nome di un'altra persona, da chiamare il giorno di Natale e chiedere se aveva mantenuto l’impegno. È stata un’idea fantastica!
Dio, fonte di vita giovane
Il ricordo di quella giornata sarà un ricordo positivo e importante per me. Spero che più spesso ci siano incontri come questo. Sono davvero felice, perchè attraverso questa esperienza abbiamo potuto, nel nostro piccolo, comprendere e vivere di persona, cosa vuol dire andare al di là delle apparenze e delle distanze.
Abbiamo capito che non dobbiamo rimanere tanti singoli inpidui che vivono le proprie realtà, mantenendosi indifferenti a ciò che succede al nostro prossimo.
Dobbiamo invece "calarci" nel prossimo, per pentare un "tutt’uno". E insieme, penire un unico grande sentiero che ci conduce alla nostra fonte di vita, che è Dio.








