Giovani saveriani per il mondo
Nel "Santuario Conforti” di Parma, i giovani saveriani Alexander e Gordi hanno emesso la professione perpetua il 5 novembre, nel giorno dedicato al fondatore san Guido Conforti, e sono stati ordinati diaconi dal vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, il 3 dicembre, nel giorno di San Francesco Saverio. Si presentano ai lettori di “Missionari Saveriani”.
Mi chiamo Gordi, vengo da Flores, in Indonesia. È un paese a maggioranza musulmana, ma io arrivo da un’isola a maggioranza cattolica.
La mia vocazione è nata nella mia famiglia attraverso le abitudini semplici della vita quotidiana. Quando ero bambino, recitavamo ogni sera il rosario. Mi piace ricordare sempre questa preghiera, radice della mia vocazione.
Sono bastati gesti semplici
Da questa preghiera semplice sono passato a quella domenicale, con la Parola di Dio, anche se la Messa era celebrata una o due volte al mese, a seconda della visita del parroco. Mi piace ricordare i parroci che mi hanno incoraggiato a entrare in seminario. Uno è un missionario verbita, ungherese, e l’altro un prete diocesano. Ricordo che entrambi erano vicini alla gente. A noi bambini, in quel tempo, piaceva molto giocare, ascoltare la loro storia, leggere la Bibbia, cantare e pregare.
Anche grazie a questi gesti semplici, dopo le scuole elementari, ho deciso di entrare in seminario, ma non sono riuscito a superare il test. Ci ho provato ancora dopo le scuole medie e questa volta ce l’ho fatta. Sono uscito dal seminario l’anno successivo e ho continuato lì la scuola superiore, sotto la guida dei padri verbiti.
Quel carisma unico
Dopo aver incontrato due saveriani a scuola, ho deciso di entrare da loro. Così è successo nel 2005. E ora sono qui a Parma, dove ho emesso la professione perpetua il 3 dicembre, per appartenere pienamente alla famiglia saveriana..jpg)
Alcuni presbiteri della mia diocesi d’origine sono missionari fidei donum in altri Paesi. Ma la nostra missione è un po' particolare. Noi saveriani, come religiosi nella Chiesa, facciamo anche il voto di missione. Il nostro carisma è unico: annunciare il vangelo ai non cristiani. Per questo, san Conforti ha aggiunto anche il voto di missione, per impegnare tutta la vita dei suoi figli allo scopo unico della congregazione.
Anch’io, come missionario, voglio dedicare totalmente la mia vita per la missione.
Grazie a tutti voi, grazie ai miei genitori e a tutta la famiglia, ai miei parroci, agli insegnanti della scuola superiore, ai formatori dei saveriani dal 2005 fino a oggi, per la vostra preghiera e la vostra dedicazione.
Mi chiamo Alexander. Sono originario del Perù, ma sono in Italia con passaporto della Colombia, Paese di cui ho assunto la nazionalità. In Colombia, ho conosciuto i saveriani e anche il cristianesimo.
I miei genitori vivono in Perù e oltre a me hanno avuti altri cinque figli: due maschi e tre femmine. Erano cattolici, ma sono passati alla chiesa evangelica Battista quando io avevo nove anni.
Tutto ha inizio in Colombia
Terminata la scuola secondaria in Perù, per le vacanze sono andato in Colombia a trovare uno zio missionario. Ho partecipato alle sue attività e ho conosciuto meglio il cristianesimo. Un bel giorno sono arrivati i saveriani per l’animazione vocazionale in parrocchia.
Ebbi modo di conversare di “missione” e da lì è iniziato il cammino che mi ha portato ai sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Dopo due anni di discernimento vocazionale sono entrato tra i saveriani. A Medellin ho fatto un anno di propedeutica (2007-2008); sono seguiti poi tre anni di filosofia all’Università di Medellin. Ho passato poi il postulandato e il noviziato a Salamanca, in Messico.
Studio e preghiera
Terminato il noviziato con la professione religiosa, sono stato inviato in Italia per gli studi teologici a Parma, dove sto continuando il cammino di formazione.
Il mio percorso è fatto di preghiera comunitaria, con la liturgia delle ore. Ogni giorno passo un quarto d’ora in adorazione davanti all’Eucaristia; incontro il Signore nel sacramento della Riconciliazione una volta al mese, mentre l’Eucaristia è quotidiana. Ogni giorno dedico anche un tempo alla lettura spirituale.
Il desiderio di conoscermi meglio e di aderire sempre di più al “cammino al seguito di Gesù”, in vista del sacerdozio e dell’invio in missione, è il motivo principale che mi ha portato a fare il mese ignaziano.









