Giovani coinvolti nella missione
Prendete la canzone, "Qui si fa un mondo unito e non è un'utopia, qui c'è già un'ideale che non è un sogno ma è la nostra via...". Cantatela senza sosta per almeno tre giorni. Aggiungeteci una località - Parma - e un numero consistente di giovani provenienti da diverse parti d'Italia. Condite il tutto con l'abbondante gioia di esser accolti da studenti e padri saveriani di varie nazionalità. Mescolate bene tutti gli ingredienti, che non potrebbero stare insieme meglio di così, grazie alla viva presenza del Signore.
Cospargete tutto con l'emozione di partecipare a una cerimonia religiosa, con giovani missionari che offrono se stessi a Dio, e con l'entusiasmo di mettersi in gioco per seguire le orme di vita di san Paolo... e voilà il meeting è servito!
Tre giornate intense
Chi scrive ha provato questa ricetta personalmente, facendo parte dei giovani che hanno incontrato una realtà nuova, fatta di sana voglia di stare insieme nel nome del Signore. Abbiamo trascorso tre giornate davvero intense, arricchite dalle testimonianze di giovani come noi che hanno vissuto un'esperienza in missione e dalla liturgia della "professione dei voti religiosi" di tre giovani saveriani: Denis, Alfonsus e Reinaldo.
Non sono mancati i giri in bici per la città né le partite a pallone. Con un gioco di squadra, inoltre, abbiamo ripercorso le tappe della conversione di san Paolo. Insomma, ce n'era per tutti i gusti. Ero partita piena di aspettative e sono tornata a casa con un bagaglio più carico, per un'esperienza che mi ha rigenerata e regalato tante emozioni.
Sul pullman qualcuno aveva un libro: "Il Dio delle piccole cose". Il titolo mi ha colpito. Sinceramente ho sperimentato in prima persona che per star bene con gli altri e sentirsi uniti basta davvero poco. Anche le piccole cose hanno reso l'atmosfera magica; ma soprattutto, l'aver preso coscienza di esserci ritrovati a Parma, nel santuario del beato Conforti, per e con lui, il Signore Gesù.








