Skip to main content

Giornata dei missionari martiri, Testimoni del risorto

Condividi su

Il secolo scorso è stato definito da Benedetto XVI “un tempo di martirio”, tanto è stato elevato il numero dei cristiani che hanno testimoniato la loro fede, fino a dare la vita con il martirio.

Ma chi sono i martiri cristiani?

La vita sull'esempio di Gesù

Nel nuovo Testamento, “martire” significa testimone di quello che Gesù ha detto e fatto. Proprio per questa loro testimonianza esplicita alcuni vengono anche uccisi. Il martire è il testimone di Gesù, morto e risorto. I cristiani sono martiri, perché testimoni di Cristo; professano la loro fede in lui e proprio per questo motivo vengono perseguitati e uccisi. Chi muore, infatti, per salvare il prossimo, per amare i poveri e i sofferenti, per salvaguardare la dignità e i diritti della persona umana, e lo fa in nome di Cristo, è da considerarsi un “martire”, uno che dà la vita sull'esempio di Gesù e imitandolo fino alla fine.

Il martirio è una confessione esplicita della fede in Gesù Cristo, cioè una testimonianza resa a Gesù non solo a parole, ma con i fatti, soffrendo e talvolta anche morendo per lui. I missionari e le missionarie lo sanno: rimanere in determinate situazioni a testimoniare l'amore di Gesù per tutti è un rischio e molto spesso una condanna a morte. Ma la forza e il coraggio della fede, unite alla solidarietà di tutta la comunità, dà loro la forza di restare.

La missione di tutti oggi

Là dove non è chiesta la testimonianza del sangue , ancora più forte e significativa dovrà essere la testimonianza della vita quotidiana . La celebrazione della giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, quindi, non è solo un ricordo, ma diventa un motivo per ravvivare la nostra fede e per impegnarci di più nella testimonianza della vita cristiana. Si deve testimoniare Dio con le parole e con i fatti dovunque, in ogni ambiente: in famiglia, nei luoghi di lavoro, negli uffici e nelle scuole; nei luoghi dove l'uomo fatica e riposa.

Come cristiani quindi siamo chiamati, dovunque ci troviamo, “a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi” (1 Pietro 3,16) , attraverso l'attenzione premurosa ai più poveri, ai deboli e sofferenti e assumendo le nostre responsabilità pubbliche e civili.

Anche ai nostri giorni, nel nostro tempo, ci è chiesto di fare alcune scelte coraggiose per mantenerci fedeli a Cristo, per testimoniare nella cultura di oggi la bellezza di seguire Cristo e la necessità che i valori della fede siano presenti nella società odierna.


Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2722.24 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2016
Ci ha improvvisamente lasciato Giovanna Bettini, di Gussola, che ha partecipato attivamente al gruppo giovani della casa saveriana di Cremona. Manife…
Edizione di Dicembre 2018
Dal XVI fino al XIX secolo, per più di 400 anni, quanti esseri umani sono stati deportati in massa dall’Africa, violentemente sottratti alla loro ter…
Edizione di Marzo 2006
Il 17 marzo 1996 il fondatore dei saveriani mons. Guido Conforti era proclamato “beato”, insieme a mons. Daniele Comboni, fondatore dei comboniani, n…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito