Gesto di solidarietà… sorprendente
Spesso, mi stupisco quando vedo, ascolto e ricordo le sorprese che accadono nella vita missionaria. Immagino che, come me, moltissimi altri missionari abbiano esperienze da raccontare, cose belle da divulgare e gesti di solidarietà da far conoscere. Semplici fatti capaci di suscitare stupore, episodi che rafforzano la presenza saveriana nella missione in Brasile. Al tempo stesso, sono segni del Regno di Dio e notizie di quella Chiesa sempre più profetica e samaritana che vogliamo e ci impegniamo ad essere.
Da due anni mi trovo nella parrocchia Sacro Cuore, nella periferia di San Paolo in Brasile. Ed è da due anni che una signora (cattolica e praticante, 80 anni e in ottima salute) partecipa al gruppo dell’Apostolato della preghiera della nostra parrocchia. Mi telefona (prima della pandemia e anche adesso) e mi dice: “Padre Gabriele, per favore, venga a prendere il cofrinho (che è un barattolo) con la donazione per la sua missione”. Le due caratteristiche di questo Gesto di solidarietà sono semplici. La prima è il recipiente, un barattolo, che la nostra amica riempie solamente con monete di 1 Real (il Real è la moneta ufficiale del Brasile e tradotto in euro 1 Real corrisponde a 20 centesimi). Quando mi chiama, mi lascia le monete e si riprende il barattolo.
Quando la signora va al mercato o in farmacia e riceve monete di resto, non le spende, ma le raccoglie nel barattolo che tiene come un trofeo a vista nella cucina della sua casa. Quando il contenitore ‘straripa’ di monete, mi avvisa. Nel barattolo, il mese scorso c’erano 138 Real, più o meno 25 euro. La raccolta della signora dura tutto l’anno e quindi la donazione è il frutto di una solidarietà generosa, costante e concreta. L’aspetto più interessante e significativo è la finalità della donazione. Ed è la seconda caratteristica. L’offerta della nostra amica, infatti, non viene usata per acquistare cibo, vestiti, medicine o materiale di igiene per i poveri. La signora mi chiede di usare l’offerta per acquistare Bibbie. Questo perché la nostra parrocchiana ama molto la Chiesa e perché lei, personalmente, ha fatto esperienza della Forza e della Luce della Parola di Dio durante alcuni periodi di vita segnati nella malattia e nella sofferenza.
Quest’anno, con i 138 reali raccolti, abbiamo comprato 8 Bibbie. L’anno scorso, ho donato le Bibbie a una casa di accoglienza per persone povere, “senza tetto”, che vivono sulla strada. Quest’anno ho donato le Bibbie a un bazar che a sua volta le distribuisce ad alcune famiglie in difficoltà. È un gesto di solidarietà che intende aiutare le persone bisognose (che trovano cibo e vestiti in altri luoghi), offrendo loro un ‘regalo’ che non si trova dappertutto e che, forse, non si troverà mai. La Bibbia contiene la Parola di Dio e sappiamo bene quanto la Parola di Dio consoli, dia speranza, trasformi il cuore, il cervello e la vita delle persone.
Una signora dell’Apostolato della preghiera, che regala 8 Bibbie a 8 famiglie povere, in difficoltà in una parrocchia di periferia come la nostra (circa 90mila abitanti con 40mila cattolici battezzati) è davvero qualcosa di straordinario! E che cosa succederebbe se ogni battezzato della nostra parrocchia, una volta all’anno, facesse la stessa cosa che fa la nostra amica? Ogni gesto di solidarietà può diventare davvero un segno di comunione e un’incentivazione di speranza, anche perché: “Bonum est diffusivum sui” (Il bene si diffonde da sé, San Tommaso d’Aquino).







