Fratel Vittorio Faccin da Villaverla
Nasce a Villaverla (VI) il 4 gennaio 1934, terzo di cinque figli. La sua era una famiglia di agricoltori nella quale apprende la semplicità e la laboriosità. A 16 anni compie la scelta radicale della vocazione religiosa, entrando nei missionari Saveriani per diventare un presbitero missionario. È accolto a Cremona, dove frequenta le scuole medie. Trovando difficoltà nel proseguire gli studi, gli è consigliato dai Superiori di poter diventare fratello coadiutore. A 17 anni è ammesso al noviziato. Dopo qualche anno di servizio è destinato alla missione del Congo.
In Congo era addetto alle costruzioni di cui era diventato un esperto, formando molti altri congolesi a quel mestiere: il lavoro era la sua passione. Dedicava molto del suo tempo libero alla formazione dei catecumeni che si preparavano ai sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Pur conservando il suo desiderio per il sacerdozio, si era convinto che la sua vocazione era quella di essere Vittima di Gesù nel Sacramento dell’Eucaristia. Professa i suoi Voti Perpetui in una missione della Diocesi di Uvira.
L’evento della guerra di Indipendenza, dal 30 giugno 1960, ingenera un forte clima di turbolenza nel Paese, dietro la spinta dell’ideologia marxista sovietica e di quella cinese. E lui, come testimone di Cristo, che predicava l’amore, è perseguitato e imprigionato.
Era felice di poter condividere la prigionia con altri poveri congolesi perseguitati, ben consapevole del pericolo di vita in cui si trovava. Infatti doveva dormire in famiglia, poiché nella missione del Baraka non si sentiva sicuro.
Pur avendo la possibilità di fuggire in Burundi, non ha voluto mettere in difficoltà i suoi confratelli missionari, restando in quel luogo. Questo gli costò la vita, versando il sangue per Cristo nell’agguato del 28 novembre 1964.







