Fr. Luigi Masseroni, gentile e premuroso (Cremona 22.11.1929 Parma 19.3.2020)
Gino, gentile e sorridente, aveva solo parole di incoraggiamento per tutti. Quanti bei canti religiosi, da lui intonati nella cappella del quarto piano, abbiamo elevato al Signore. Era generoso, creativo, entusiasta del tempo passato in missione”. Così lo ricorda p. Mario Sciamanna.
“Accogliente, attento, servizievole, generoso, a suo agio con tutti e metteva tutti a proprio agio”, aggiunge Jeannette Kitambala. Non si può dimenticare l’esperienza missionaria in Brasile Sud, di cui lui stesso diceva: “Ho potuto dare molto di me, ma vi posso dire che ho anche ricevuto tanto da quelle popolazioni semplici e povere, in particolare una grande carica di amore. Perché chi vive nella povertà e nella sofferenza quotidiana ha una sensibilità molto più grande verso gli altri, se poi cercano di vivere cristianamente sono dei veri apostoli dell’amore di Cristo”.
Antonella Simula ripercorre la presenza di fratel Gino a Macomer durata 20 anni. “Trovava sempre da fare per i giovani in casa. Era famoso l’invito in quegli anni “C’è da spostare un pianoforte!”. Quanti viaggi su e giù per le scale con quel pianoforte, solo per evitare che potessimo passare del tempo senza fare niente! Ma la sua accoglienza non era solo per i giovani. Aveva una delicatezza unica nelle relazioni con le benefattrici, con un occhio di riguardo per quelle anziane e sole (telefonate, lettere, e-mail). Chiunque a Macomer avesse una necessità sapeva che suonando il campanello in via Toscana avrebbe trovato un aiuto concreto. E lui spesso, con l’umiltà che lo caratterizzava, non si capacitava della fiducia che le persone riponevano in lui. “Diceva: chissà se la gente che mi avvicina riceve da me uno stimolo al bene?”. Fratel Gino è stato un uomo prezioso che ha realmente sperimentato la santità del quotidiano, di cui tutti siamo stati testimoni e a cui tutti rivolgiamo il nostro grazie”.









