Finalmente è iniziata la scuola!
Dal Congo senza pace, una bella notizia
La comunità saveriana di Kavimvira è una comunità un po' particolare. Siamo situati a un incrocio di strade al confine tra Burundi e Congo, sulle sponde del lago Tanganika. Quasi tutti i missionari e i visitatori che arrivano a Bujumbura in aereo, entrano in Congo passando da noi.
Vi presento i missionari
Attualmente siamo cinque missionari, ognuno con un'attività distinta. Ve li presento. Il lavoro pastorale della missione è affidato a padre Paolo Maran, vicentino, e a me. Padre Carmelo Sanfelice, di Benevento, vive con noi, ma dirige il Centro catechetico diocesano.
Padre Pietro Mazzocchin, anche lui vicentino, continua a darci una mano per le varie opere in cantiere; ma si sta lanciando nell’impresa di riaprire le missioni lungo il lago Tanganika, che erano state distrutte e abbandonate, a causa della guerra che ha infierito fortemente in quella zona. Appena possibile, egli si stabilirà a Baraka, sulla sponda occidentale del Tanganika, 100 chilometri a sud di Uvira. Lo stesso farà anche don Elia, un ‘fidei donum’ friulano che vive con noi.
Ed eccovi qualche notizia spicciola.
La chiesa è la grande famiglia di Dio
Al Centro catechetico di Kavimvira, abbiamo vissuto tre giorni intensi di comunione ecclesiale con il vescovo, attorniato da oltre 50 preti diocesani, missionari e suore. Abbiamo riflettuto insieme su come impostare e rilanciare l’impegno per una nuova evangelizzazione, per far crescere la “chiesa come famiglia di Dio”: un tema caro ai vescovi africani, lanciato dal sinodo africano nel 1994. È stato davvero un bel momento di fraternità e di comunione evangelica.
In una missione non lontana da qui, il vescovo ha ordinato un sacerdote e due diaconi diocesani. È stata, come al solito, una bella festa popolare, con grandi gesti di accoglienza, tanti discorsi e doni… Per fortuna, il nostro vescovo non ama tanto le lungaggini. Infatti, la celebrazione è iniziata alle nove precise ed è terminata… poco dopo l'una, quasi puntuali per il grande pranzo all’aperto!
Cinquanta per volta
Domenica è stata una grande festa. Durante la “Messa grande”, padre Paolo ha battezzato una sessantina di bambini. I genitori cristiani si sono preparati spiritualmente, insieme alle loro famiglie e alla comunità parrocchiale. Facciamo sempre i battesimi tutti insieme, una volta ogni due mesi. Ma questa volta è stata una cosa eccezionale e se ne sono aggruppati un po' più del solito.
Abbiamo anche preparato la celebrazione delle Cresime. Una cinquantina di ragazzi hanno seguito fedelmente i due anni di catechesi (dopo i due anni per la Comunione). La preparazione immediata alla Cresima prevede quattro settimane di formazione intensa, con due mezze giornate ogni settimana per i cresimandi e, in contemporanea, catechesi e preparazione sacramentale per i loro genitori.
Una bella notizia
Vi do infine una buona notizia, almeno a livello simbolico. L'otto settembre scorso, è iniziato contemporaneamente, in (quasi) tutto il Congo, l'anno scolastico. Vi domanderete, perché mai questa sia una buona notizia.
Perché è la prima volta che una cosa del genere accade, dopo otto anni di guerra! È la prima volta che un anno scolastico si apre, finalmente, con la speranza di poterlo anche… continuare e concludere, senza le interruzioni continue e spaventose degli anni scorsi.
Il governo ha promesso che lo Stato comincerà lentamente ad assumersi, almeno in parte, le sue responsabilità, anche economiche. Speriamo bene! Ma certo, la situazione attuale delle scuole è non solo problematica; è drammatica!
Siedono in quattro nel banco da due
Noi abbiamo tre scuole elementari, ciascuna con più di 400 ragazzi, ammassati in pochi metri quadrati, in sei classi. In media, ogni classe ha dai 50 ai 60 ragazzi ciascuna, spesso stretti in 3 o 4 nello stesso banco, costruito per due; altri siedono in gruppi di 6 o 7 su una panca o anche per terra!
Abbiamo anche una scuola secondaria, intitolata al “Beato Conforti”, con il ciclo completo di medie e liceo (6 anni in tutto), con tre opzioni distinte e un totale di 350 studenti. Dovrebbero esserci sedici aule, ma ne abbiamo solo otto. Mancano i laboratori, la biblioteca e un minimo di materiale didattico. La baracca che serviva da deposito durante la costruzione della scuola, è ora adibita ad… "aula speciale" per gli esperimenti di chimica! Davvero una miseria! Questi giovani studenti meriterebbero molto di più.
Un saluto globale
Mi fermo qui e chiudo, per oggi. Io sto bene, e così spero di tutti voi. Vi saluto ‘globalmente’, ma vi penso ciascuno personalmente, con affetto e gratitudine.
Restiamo strettamente uniti nell’amore di Cristo che ci rende tutti famiglia di Dio, al di là delle distanze.








