Festa del Saverio ad Ancona
Il 4 dicembre i saveriani hanno invitato l'arcivescovo mons. Menichelli e i sacerdoti della diocesi di Ancona - Osimo a celebrare la festa del Saverio. Il superiore dei saveriani in Italia, p. Carlo Pozzobon, ha presentato la famiglia saveriana, partendo dalle parole di san Paolo: "Fratelli, dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù" (Fil 2,4-15).
Saverio e Conforti a confronto
Questa "corsa" è diventata esistenziale sia per san Francesco Saverio sia per il beato Conforti, che ha voluto donare il Saverio come modello di vita ai suoi figli missionari. L'augurio di p. Pozzobon è che anche i sacerdoti si innamorino di Cristo Signore, come ne sono stati innamorati il Saverio e il Conforti.
Le vite del Conforti e del Saverio hanno significativi tratti in comune: entrambi di famiglia benestante scelgono la strada che Dio vuole per loro; entrambi contemplano il Crocifisso; entrambi sono presi e animati dall'ardore di assomigliare a Cristo il più possibile.
Il sinodo dei vescovi ha posto l'attenzione sull'urgenza della missione anche nel nostro tempo: "Un annuncio che deve essere esplicito, fatto non solo all'interno delle nostre chiese, ma dovunque". La missione che i saveriani vivono - ha spiegato p. Carlo - è una ricchezza e un contributo prezioso per tutti. Essi si inseriscono all'interno della chiesa locale con le specificità dei missionari, arrivando anche agli ultimi.
"Parlate ai giovani della vocazione missionaria"
Durante l'Eucaristia, mons. Menichelli ha espresso la sua gratitudine per l'annuale incontro con i saveriani e per il bene che essi fanno alla chiesa, auspicando che la collaborazione continui e si rafforzi. Poi ha spiegato che missione vuol dire parlare di Gesù: una persona viva che, prima di essere raccontata, va conosciuta e seguita. Al centro, quindi, si deve mettere l'Eucaristia, perché lì è racchiusa la forza per fare missione.
Il vescovo ha parlato anche del problema delle vocazioni: "La vocazione è assente nella vita dei ragazzi perché la vita è ritenuta possesso personale del singolo. Ma non è colpa loro. C'è bisogno di qualcuno che li prenda per mano e racconti la bellezza della vocazione". Perciò è importante che i sacerdoti sentano la vicinanza di Gesù, che dà loro il coraggio di giungere dappertutto e convincere anche i giovani.
Dopo la Messa, la festa si è conclusa con il pranzo insieme, momento di grande fraternità e gioia condivisa.








