Festa con i famigliari dei missionari
L'ultima domenica di aprile abbiamo avuto la gioia di accogliere nella nostra casa, a Taranto, i famigliari dei saveriani e delle saveriane per il tradizionale appuntamento annuale, che ci riunisce insieme per celebrare la missione, grazie a fratelli, sorelle, parenti che sono missionari nel mondo.
Tutti sotto il gazebo!
Ogni anno il gruppo si assottiglia un po'. Le distanze e qualche problema di salute dell'ultimo momento non facilitano la partecipazione. Però appena ci s'incontra, subito esplode quel clima di fraternità e di famiglia tanto caro al nostro santo fondatore mons. Guido Conforti.
Verso le 10,30 i primi arrivati si sono ritrovati nel nostro refettorio per un caffè; un po' alla volta si sono aggiunti tutti gli altri. Così, verso le 11, dagli scambi informali siamo passati all'incontro "ufficiale". Sotto il grande gazebo nel nostro giardino c'è stato l'incontro con il superiore dei saveriani in Italia, p. Rosario Giannattasio. L'avevamo invitato per incontrare i famigliari e per presentare loro le problematiche e le prospettive della nostra famiglia missionaria in questi tempi di grandi cambiamenti.
Onestà, chiarezza, coraggio
Partendo dalla riflessione preparata dal nostro vicario generale, padre Rosario ci ha invitati a leggere i due grandi eventi che abbiamo vissuto con la chiesa e con il mondo: la rinuncia di papa Benedetto e l'elezione di papa Francesco. In questi eventi sono stati rilevati tre aspetti: l'onestà, la chiarezza di intenti e il coraggio.
L'onestà di Benedetto XVI che, davanti a Dio, riconosce di non avere più le forze necessarie per il servizio che gli era stato affidato e passa il testimone a papa Francesco che, coerente con se stesso, assume questo servizio e lo porta avanti con lo stile semplice e il linguaggio di quand'era vescovo di Buenos Aires.
La chiarezza di intenti di entrambi che, ciascuno con il proprio stile, cerca la volontà di Dio: uno con la testimonianza coraggiosa della fede, l'altro testimoniando la fede con la misericordia e la tenerezza. Con il coraggio di entrambi nel condurre la chiesa là dove il Signore la vuole, resistendo a tanti venti contrari.
Anche per noi missionari
Questi tre aspetti sono essenziali anche per i missionari saveriani che si preparano a celebrare il XVI capitolo generale. In linea con gli avvenimenti vissuti dalla chiesa, anche i saveriani sono chiamati a fare con onestà una buona valutazione del cammino fatto in questi anni, per orientare le scelte future. La chiarezza di intenti ci vuole per realizzare lo scopo specifico per cui ci ha voluti il fondatore: l'annuncio del vangelo a chi non lo conosce. Per raggiungere questo scopo è necessario il coraggio di rinnovare l'entusiasmo al seguito di Gesù e di rendere le comunità sempre più accoglienti, aperte all'incontro e al dialogo, in uno stile di vita sobrio.
In un tempo difficile
Tutto questo dobbiamo farlo nella situazione concreta attuale in cui viviamo: la diminuzione delle vocazioni, l'aumento dell'età, l'esigenza di ridimensionare le strutture e ripensare le presenze dei saveriani in Italia.
Abbiamo la certezza che è lo Spirito del Signore a guidare la chiesa, per cui, anche in momenti che sembrano di grande difficoltà, siamo chiamati a camminare con speranza, senza diminuire o lasciar cadere il nostro impegno per il servizio del vangelo e del regno di Dio.







