Festa comunitaria
Intorno alla nostra casa di Lama-TA gira un buon numero di amici. Alcuni sono legati a noi dalla fondazione della casa, 27 anni fa, altri lo erano anche da prima, quando abitavamo nel centro-città. Molti altri si sono aggregati nel corso degli anni. La celebrazione eucaristica del sabato sera li raccoglie in casa nostra con periodicità costante.
Con loro abbiamo iniziato un cammino di scoperta dello spirito e delle nostre esperienze missionarie. È piaciuta l’idea di organizzare il gruppo secondo lo stile delle comunità di base. Partendo da esse (At 2,42-44) e da S. Paolo (1Cor 12,12-27), abbiamo individuato alcuni “servizi” che possono funzionare tra noi.
Ci chiamano “comunità saveriana allargata”

La liturgia è importante, ma da sola non basta. Ci sono altri “servizi” e dimensioni che non possono mancare in un gruppo che voglia chiamarsi “comunità ecclesiale” a taglio missionario: il soccorso ai bisognosi, la consolazione ai sofferenti, la propaganda e l’animazione missionaria di ragazzi e giovani, le relazioni con gli enti civili, la festa. Ci siamo messi su questa strada e già ci chiamiamo “comunità saveriana allargata”.
Ci affidiamo alla Provvidenza: “Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere” (1Cor 3,6). Quanto al binomio “discepolo-missionario” (spesso usato da papa Francesco, anche nella Evangelii Gaudium), in ottobre, abbiamo cominciato una formazione con 20 persone. Speriamo di iniziare presto a realizzare la missione, come auspica il nostro arcivescovo.
La festa animata dall’orchestra kalembelembe
Evidentemente il servizio più facile è quello della festa. Ed esso è molto utile. Noi saveriani abbiamo suggerito di festeggiare insieme il battesimo di Gesù, come festa della comunità allargata. Infatti è stato il battesimo a farci diventare “famiglia di Dio”. Il comitato della festa, formato da tre donne, ha organizzato tutto.
L’orchestra Kalembelembe (il termine significa rondine nella lingua dei warega del Congo) si è offerta per animare la festa… Si tratta di alcuni anziani musicisti, tutti in pensione, che in un locale della nostra casa si divertono a “strimpellare” (dicono loro). Però si vede che erano già artisti.
P. Tomé ci ha rallegrati
Dopo un breve intervallo, la musica ha preparato il clima di distensione e poi ha accompagnato il pasto consumato in allegria. Anche il nostro p. Tomé che, da giovane era un bravo attore, nonostante i suoi 86 anni e rotti mesi, ha rallegrato l’assemblea con qualcuna delle sue barzellette…
La festa è giunta all’apice, quando, sotto lo stimolo delle musiche del tempo che fu, le nostre coppie di anziani hanno cominciato a danzare… Il movimento è andato avanti per un po’…
Tuttavia… chi ha visto le feste delle comunità di base del Congo nota la differenza: lì, nonostante gli scarsi mezzi tecnici, la partecipazione è più corale. In tutto, nel cibo, nel canto, nella danza. Anche i bambini trovano il loro posto con qualche sketch o con poemetti a loro portata… La semplicità è una buona componente della festa.





