Grazie ai generosi marchigiani! Camerano, amici di Goma
Sono un saveriano messicano. Il mio nome è Guillermo, ma tutti mi chiamano "Memo", come si usa in Messico. Sono missionario a Goma, nella repubblica democratica del Congo, dove ho avuto la fortuna di conoscere l'anno scorso alcune persone delle Marche: Jacopo, il fratello Adriano, la mamma Giovanna e la fidanzata Ilaria. Sapendo che venivo in Italia per un corso di aggiornamento, mi hanno invitato a passare alcuni giorni da loro.
Un aiuto alle mamme di Goma
Ho accettato volentieri, anche per incontrare le persone di Camerano che hanno organizzato l'iniziativa di un pranzo a beneficio di un gruppo di mamme di Goma, che stanno imparando "taglio e cucito" per aiutare nell'economia familiare; ma mancavano le macchine da cucire. Ho voluto portare personalmente il loro "grazie" per l'aiuto dato e la notizia che cinque macchine sono già state comprate, insieme alla stoffa per fare le divise per la scuola.
Sono convinto che tutte queste persone di Camerano, disposte a contribuire generosamente per una buona causa a beneficio di gente lontana, hanno veramente un cuore missionario. Perciò sono stato felice di poterle salutare durante la festa parrocchiale. Erano così impegnate nel preparare il pranzo che ho potuto solo stringere le loro mani e scambiare qualche parola.
Altri incontri commoventi
Ho anche incontrato la signora Anita Andreoni di Castelferretti, che ha conosciuto il nostro confratello Giuseppe Galli, morto in Congo l'8 febbraio 2011. Gli mandava degli aiuti per il suo lavoro missionario, raccolti da lei e dalle sue amiche, e ha voluto continuare a farlo in favore della comunità dove p. Giuseppe ha vissuto i suoi ultimi anni. Anita mi ha accolto a casa sua in modo meraviglioso e commovente!
Una mattina, dopo aver visitato la cattedrale di Ancona, ho incontrato il signor Giovanni Acciarri di San Benedetto del Tronto, che mi ha lasciato a bocca aperta: infatti, conosce bene la situazione del Congo e con la scuola ha risposto all'invito lanciato su "Missionari Saveriani" per aiutare alcuni villaggi congolesi. Ho incontrato volentieri anche la coppia Karin e Maurizio Mattei: mi hanno invitato una sera a mangiare la pizza e abbiamo parlato molto del Congo.
Don Aldo, i saveriani e il "Rosso"
Desideravo celebrare una Messa nella parrocchia di Camerano per pregare insieme alle persone che generosamente hanno compiuto questo bel gesto. Il parroco don Aldo mi ha concesso di celebrare non una, ma due Messe (sabato e domenica), in piena festa del "Rosso Conero". E qui non posso dimenticare Silvano Strologo che gentilmente mi ha invitato a gustare i cinque tipi di vino da lui prodotti.
Ho anche visitato due volte i confratelli saveriani nella casa di Ancona. Nella prima visita ho incontrato quasi tutti i saveriani e alcuni laici che erano rimasti dopo la fine del loro incontro; nella seconda visita, invece, ho trovato soltanto p. Mario Tassi, che avevo conosciuto a Bukavu in Congo. Gli altri missionari erano fuori casa per impegni pastorali.
Cordialità marchigiana
Il giorno del mio arrivo, Mirco - papà di Jacopo - che stava andando all'ospedale a trovare la mamma ricoverata, è tornato indietro per accogliermi in casa dei Massacesi, prima di continuare il suo viaggio. Jacopo e Ilaria, compagni e artefici di questi giorni meravigliosi, mi hanno fatto vedere molte bellezze delle Marche: spiagge, grotte, chiese, dipinti... Jacopo, che ha studiato archeologia, mi ha spiegato gli scavi che si trovano ad Ancona, mentre Ilaria, esperta in beni culturali, è stata la mia guida nelle chiese e al museo diocesano di Ancona.
Si dice che i marchigiani siano "taccagni". Non è vero! Nei dieci giorni trascorsi nelle Marche, ho trovato gente generosa, gentile e cordiale. Insomma, devo proprio smentire quel vecchio stereotipo. E ringrazio tutti per la loro fraterna amicizia.








