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Fare impresa & valori cristiani, Bilancio del corso

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A fine corso Silvia ha detto: "Al secondo giorno, ho iniziato a capire che il centro di tutto non era l'economia, ma io". Sembrano proprio queste le parole che, meglio di altre, sintetizzano il senso del corso "Fare impresa & valori cristiani", svoltosi ad Ancona tra il 18 e il 24 marzo presso la comunità dei saveriani. Come Silvia, tanti hanno deciso di investire parte del proprio tempo in un'esperienza che ha unito la dimensione formativa a quella più personale e umana della vita comunitaria e della riflessione sui valori cristiani.

Esperienza a doppio binario

Giunto alla sua seconda edizione, il corso si rinnova grazie alla passione e all'entusiasmo del suo motore creativo e organizzativo, composto dal prof. Scarponi della facoltà di Economia di Ancona, dal gruppo missionario giovanile salesiano "Giovanni Paolo II" e dalla banca di Credito cooperativo di Filottrano.

L'idea è nata per cercare di rispondere a una domanda: "È possibile oggi fare impresa, creare reddito e occupazione, senza per questo rinunciare ai valori cristiani?". Così un gruppo di 18 giovani (per lo più neo laureati) ha cercato di confrontarsi su questi temi, fornendo soluzioni concrete.

Ovviamente il corso, sin dall'inizio, è stato pensato come un'esperienza non solo didattico-formativa. Anche la scelta del luogo non è stata casuale. Il corso, infatti, è stato imperniato sul doppio binario dell'apprendimento, attraverso l'intervento di docenti esperti, e dell'esperienza comunitaria, sul modello dei campi-scuola.

Lezioni e vita comunitaria

Durante la settimana sono stati trattati temi interessanti e importanti come l'analisi strategica, l'organizzazione aziendale, la responsabilità sociale e altri temi, con docenti di economia, professionisti del territorio e imprenditori etici, che hanno provato (spesso con successo) a sperimentare sul campo il connubio tra "impresa e valori".

La formula residenziale, con cui è stato realizzato, ha previsto che a fianco dei momenti formativi di lezione e di testimonianza, i partecipanti contribuissero ai lavori domestici in un'atmosfera comunitaria e conviviale, sugellata da momenti di preghiera e di riflessione personale.

Scrive sempre Silvia: "Non avevo mai fatto esperienza di vita comunitaria e non mi vergogno nel confessare la forte emozione che ho provato l'ultimo giorno per il bene e l'amore che ho percepito questa settimana. Un sentirsi a casa e amata: cosa che non mi immaginavo. Vorrei anche fare i nomi di due persone che porterò nel cuore: sono Serge e Pietro. La preghiera mattutina mi ha aiutato a iniziare la giornata con più energia e positività".

Uno strano connubio

Un corso di formazione, dunque, che in un momento di profonda crisi (economica, ma spesso anche di speranza) come quello attuale, ha aiutato i partecipanti a gettare un fascio di luce sul mondo imprenditoriale e lavorativo, per fornire una chiave di lettura della situazione attuale e regalare una speranza per affrontare il futuro con più coraggio e ottimismo.

Dice Serena: "Strano connubio quello del «fare impresa e valori cristiani»! L'insegnamento tratto da questo corso è che il fare impresa non significa mirare esclusivamente al profitto. Lo spirito che deve guidare l'imprenditore etico è quello di puntare al bene comune, valorizzando il territorio in cui l'impresa è collocata, e ancora più, agevolando le persone che in essa operano e le loro famiglie".

"Ce la metterò tutta...!"

Fare impresa, quindi, non è un'operazione solo contabile, finanziaria ed economica. È anzi, prima d'ogni altra cosa, attenzione alla qualità della propria e dell'altrui esistenza, nel pieno rispetto di tutti. Tanto che il corso, oltre alla migliore formazione, ha portato molti altri frutti, come racconta Laura: "Questo corso mi ha dato più di quanto mi aspettassi, sicuramente per il modo con cui abbiamo vissuto: una comunità animata dagli stessi ideali che vuole portare avanti la propria vita facendo anche qualcosa per il prossimo".

Non è un impegno semplice, ma è possibile, come riassume bene Elisa: "Ci è stato detto, «cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto non l'avete trovato»... Posso dire che io ce la metterò tutta!".



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