Skip to main content
Condividi su

In attesa di una chiamata

Andrea è un giovane mantovano che studia nella comunità saveriana di Desio, con la prospettiva di diventare missionario.

Alzi la mano chi di voi, negli anni di scuola, non ha dovuto svolgere il solito tema, “Mi presento...”. Io l’ho dovuto fare varie volte, fino alla scuola superiore. Ogni volta era un po’ diverso, più completo. Confesso che dall’ultimo “mi presento” sono passati parecchi anni. Provo a fare un piccolo sforzo per ripetere l’operazione.

Una vita presa al volo

Ho venticinque anni e provengo dalle nebbie di Viadana, provincia di Mantova, riva sinistra del Po. Ma più che il luogo d’origine, interessa conoscere la strada che mi ha condotto fino a qui e la speranza che nutro riguardo alla meta che spero di raggiungere.

Personalmente, ho sempre cercato di vivere prendendo al volo le opportunità che la vita mi  ha donato. Prendere al volo significa non lasciarmi scappare le occasioni, ma afferrarle e stringerle forte con i denti.

Dopo averle prese al volo, non lasciare che sfiorino via in superficie, ma farle penetrare in profondità. Non si tratta di prendere al volo solo il pallone da calcio, ma anche tutto il resto: le relazioni con le persone, l’impegno per un mondo più giusto, la famiglia, l’università, il silenzio della preghiera, un buon libro…

Toccare il fondo ed essere in cima

Poi c’è stato il Brasile e il suo popolo. Per tre anni consecutivi ho trascorso due mesi in mezzo a gente la cui dignità, di persone e di figli di Dio, è schiacciata dall’ingiustizia sociale. La prima volta ero impegnato come volontario nel sertão, una zona dell’interno dove i contadini lottano e muoiono per il sacrosanto diritto alla terra. Il secondo anno sono stato nella periferia di São Paulo e ho lavorato per la tesi di laurea. La terza esperienza l’ho vissuta a Manaus, per un progetto di ricerca sociale.

Da questo popolo ho cercato di imparare a guardare la realtà dal punto di vista dei poveri, di coloro che sono “calpestati” dalla storia. I loro piedi hanno toccato il fondo; eppure, secondo il vangelo, questi poveri sono la cima del mondo, i prediletti del Regno, il richiamo della vocazione missionaria.

Il senso della vita

Ora per me è arrivato il momento di riflettere su cosa fare della vita che mi è stata donata. Cerco un filo che unisca tutti i punti: passati, presenti e futuri. Cerco un senso e un progetto di vita che mi aiuti a donare me stesso agli altri, all’Altro.

I volti dei poveri in Brasile mi hanno fatto riconoscere il volto di Cristo, che i poveri ha scelto, amato e liberato. L’incontro con loro ha trasformato in voce chiara quello che era un bisbiglio confuso. Ora devo lasciare che le cose maturino, secondo la volontà del Signore su di me. Chiedo anche a voi una preghiera.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 15723.02 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Maggio 2019
Bafoussam è una città di quasi 400mila abitanti nella regione ovest del Camerun. Si trova a circa 1400 metri di altitudine, posizione che rende il cl…
Edizione di Febbraio 2026
La notte di Natale Alessandro Raffaini, papà di p. Fiorenzo e p. Leonardo è salito al cielo. Aveva compiuto da pochi giorni 101 anni (il 13 dice…
Edizione di Maggio 2006
Padre Piero Lazzarini è un saveriano di Torre Boldone (BG). Dopo un lungo periodo di silenzio, torna a scrivere a tutti i lettori di “Missionari Save…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito