E' fiorito un sorriso tra i Minangkabau
Sono trascorsi più di cinquant’anni dall’arrivo di p. Mario Boggiani e degli altri pionieri a Sumatra. Il Prefetto Apostolico mons. De Martino cedette il timone al primo vescovo Saveriano della diocesi di Padang mons. Martinus Situmorang. Agli otto missionari degli inizi, se ne aggiunsero altri che superarono col tempo il numero di settanta, distribuiti in varie diocesi a Sumatra e nell’isola di Giava. Il clero indigeno diventerà sempre più numeroso e le Chiese Locali sentiranno sempre più la consapevolezza di testimoniare anch’esse la sollecitudine missionaria delle più antiche comunità Cristiane.
Una ventina di confratelli Saveriani e un drappello incoraggiante di studenti indonesiani, formati alla missione nei nostri Istituti filosofici e teologici, oggi ci consentono di affermare, malgrado le attuali difficoltà di carattere politico, culturale, sociale ed economico, che le Chiese da noi fondate si sono già responsabilmente assunte il carico della loro crescita e del loro futuro.
Conobbi p. Boggiani ventidue anni dopo il suo arrivo a Sumatra. Assieme a p. Giovanni Ferrari e a p. Nicola Macina ero stato invitato dal Superiore p.Ettore Fasolini (gennaio 1973) come un dono fatto all’Indonesia dai Saveriani della Provincia d’Italia, in risposta alla perdita improvvisa di p. Primo Castelli, morto tragicamente nel seminario di Padang.
Pochi giorni dopo il nostro arrivo, anche p. Gisberto Cocconcelli, da tempo ammalato, ci lasciava. In quell'occasione incontrai per la prima volta p. Mario che aveva lasciato temporaneamente la sua parrocchia per assistere il vecchio compagno di Cina p. Gisberto, come farà due decenni più tardi con p.Pietro Spinabelli al termine della sua lunga e preziosa esistenza.
Padre Mario era un uomo semplice, aperto ed entusiasta della vita missionaria. Nell’isola di Sumatra mise le sue qualità a servizio delle Comunità cristiane da lui fondate, soprattutto nella cittadina di Bukittinggi, antica capitale dei Minangkabau, nel cuore dell’isola di Sumatra.
Nell’anno di preparazione alla missione nella Domus di Padang, il Superiore p. Sandro Peccati ci portava di tanto in tanto a visitare le parrocchie di Bukittinggi, di Payakumbuh, di Sawalunto, per il primo approccio con la realtà sumatrese. Nella di p. Mario eravamo sempre i benvenuti; lui ci accompagnava con evidente compiacimento a visitare le scuole Elementari e Medie della missione che trasudavano entusiasmo ed aria sana, cosa davvero sorprendente se si considera il clima sociale e politico di quel tempo, spesso teso ed esplosivo. I Minagkabau, se sopportavano i cinesi, era solo perché questi non facevano mancare la mercanzia nei bazar e nei negozi della città.
Padre Mario aveva saputo offrire alle diverse etnie il servizio della sua umana simpatia, raddolcendo con paziente delicatezza le intemperanze dei Minangkabau, la sospettosa intransigenza dei militari giavanesi e le accorte manovre dei cinesi, preoccupati di salvare i propri beni senza perdere quello più importante della vita.
Il maggior successo della sua presenza nel distretto di Bukittinggi fu l’istruzione scolastica offerta a tutti, poveri e ricchi, nemici e amici, cristiani e musulmani, confuciani e buddisti. Divenuti adulti, gli ex alunni delle scuole di p.Boggiani rimarranno quasi tutti compagni ed amici. Spesso continueranno ad incontrare il vecchio missionario per chiedere consiglio circa la scelta della professione o, strano a dirsi, il partito giusto per il matrimonio. Tanto che qualche confratello commentava in comunità che p.Mario avrebbe potuto fare bene anche il sensale, dal momento che le coppie da lui combinate riscuotevano un sicuro successo.
Al giornalista che qualche anno fa gli chiedeva il motivo per cui si trovava a Sumatra, aveva risposto semplicemente: "Cacciati dalla Cina e non sapendo dove andare, ci hanno detto che in Indonesia c’era tanto lavoro da fare. Perciò siamo venuti qua a dare una mano".
Il loro Datore di lavoro avrebbe fatto il resto.








