È bello educarci alla speranza... Festival biblico di Vicenza
Si è conclusa il 27 maggio l'ottava edizione del festival biblico, organizzato dalla società San Paolo e dalla diocesi di Vicenza, con il titolo "Non abbiate paura". Collaboravano numerose istituzioni pubbliche, sociali e culturali. Anche i saveriani erano presenti con alcune iniziative e il successo è stato chiaro.
A conclusione del festival biblico, è stato incoraggiante il giudizio della direzione sulla partecipazione dei saveriani: "Speriamo che si intensifichi sempre più anche per i prossimi anni questa collaborazione. Con la vostra bella presenza vi siete inseriti in un programma della diocesi, ma con tutto il vostro carisma. Grazie!".
Fiducia in sé e negli altri
Il primo appuntamento si è svolto domenica 20 maggio. I giovani di Vicenza interessati alla missione si sono incontrati con quelli di Salerno, arrivati apposta per lo spettacolo "Liberi di volare", portato in scena con successo al teatro comunale di Vicenza davanti a 600 persone. È stato uno scambio di esperienze e di vita.
È giusto interrogarci se vogliamo stare accanto ai poveri, ma soprattutto ai giovani poveri, perché essere con loro rappresenta una sfida alla nostra vita, alle nostre abitudini, alle nostre scelte e ai nostri modi di essere. Gesù ha vissuto e insegnato proprio questo: vivere in comunione, con amicizia, libertà e sobrietà e mettere al servizio di Dio e dei fratelli i doni da lui ricevuti.
Dobbiamo riuscire a trasmettere la speranza a tutti, ma soprattutto alle generazioni di domani, perché le paure si superano solo così. Infatti, se si viene educati alla speranza si riacquista la fiducia in se stessi e negli altri.
La speranza e il coraggio di san Guido Conforti
Il secondo appuntamento si è svolto il 23 maggio nella sala grande dei saveriani di viale Trento, dove don Angelo Manfredi, specialista e grande conoscitore della vita di mons. Conforti, ha tenuto una bella conferenza. Don Angelo ci ha parlato di Guido Conforti trentenne, vicario generale della diocesi di Parma e fondatore dell'istituto dei missionari saveriani. La paura e la speranza nella vita di Conforti non sono evidenti. Nella sua vita fatta di successi e fallimenti, la paura emerge in periodi precisi: durante la malattia giovanile quando rischiò di non poter diventare sacerdote, e al momento delle sue dimissioni da vescovo di Ravenna, sempre per problemi di salute.
Il Conforti aveva un carattere deciso ma fragile; accusa i colpi ma riparte sempre con positività e coraggio. Anche l'invio dei suoi primi due missionari in Cina si rivelò un fallimento: p. Caio Rastelli muore di tifo e p. Odoardo Manini, sconvolto dalle difficoltà, torna in Italia. Tutto questo però non arriva a scoraggiare il Conforti; anzi, da quegli episodi il fondatore dei saveriani trae quella forza di dire che il martirio è un elemento da tener sempre presente per chi vive la vita missionaria.
Nel Conforti, la speranza è la base del coraggio; è la grazia che attecchisce nel cuore. Egli infatti riparte sempre con coraggio dopo ogni insuccesso.
Avere bisogno degli altri è per lui segno di speranza: riconoscere la propria fragilità e portare sempre avanti i propri sogni.








