Due volontarie in Burundi, Centro giovani Kamenge
di: Anna e Francesca.
Abbiamo appena assistito a uno spettacolo in cui si sono esibite dieci corali religiose: voci, suoni, musica, danze e tanta energia sprigionata. Oltre tremila persone in festa: una festa di colori, di allegria, di divertimento e di pace.
La prossima settimana aspettiamo i suonatori di tamburi, e poi sarà la volta dei giovani che si esibiscono nelle danze moderne. Alla fine del mese ci sarà il festival Gospel e saremo impegnate con due grandi concerti in due nuove città... E chissà cosa ci riserveranno i mesi successivi!
L'Africa delle persone
Vi starete chiedendo chi siamo e soprattutto in quale favoloso paese dell'Europa o dell'America abbiamo la fortuna di trovarci. La risposta forse vi stupirà. Siamo Anna e Francesca e ci troviamo in Africa, in Burundi. Siamo due giovani friulane che stanno svolgendo il servizio civile volontario per un anno al centro giovani Kamenge di Bujumbura, la capitale del Paese. Siamo qui da sei mesi, ma conosciamo il centro giovani dal 2005. Da allora, ogni anno siamo venute qui a trascorrere la nostra estate, partecipando ai campi di lavoro e di formazione e cercando di dare una mano nella realizzazione e nella gestione delle diverse attività che si organizzano ogni giorno.
Siamo rimaste affascinate dal centro giovani Kamenge. Ci ha aperto gli occhi su una realtà di cui avevamo una visione parziale. Abbiamo capito che l'Africa non è solo il continente della fame, delle malattie, della povertà estrema, ma c'è anche un'Africa fatta di persone - bambini, giovani e adulti - che hanno gli stessi bisogni di coloro che vivono in paesi meno problematici: il bisogno di stare insieme, di divertirsi, di imparare, di conoscere, di svagarsi. Il bisogno irrinunciabile, ovunque ci si trovi e in qualsiasi condizione si sia costretti a vivere, di normalità, di serenità e di sorrisi.
Dove la differenza è un tesoro
Il centro giovani Kamenge offre tutto questo alla popolazione dei quartieri nord di Bujumbura, da decenni afflitta dai problemi comuni a tante nazioni africane. Lo sport, i film, i corsi di lingua, la biblioteca, l'informatica, la musica, i concorsi, i tornei, gli spettacoli (e molte altre cose ancora) sono tutte attività che i giovani svolgono assieme ad altri giovani, in un mixdi etnie, religioni, provenienze e appartenenze che insegna a condividere, a vivere insieme, ad andare oltre i conflitti e a fare tesoro delle differenze, per lasciarsi finalmente alle spalle gli anni di guerra, di violenze e divisioni.
In 18 anni di lavoro il centro Kamenge ha raggiunto oltre 31.600 iscritti e grazie ai progetti di alfabetizzazione, di lotta all'Aids, di sostegno alle associazioni e di promozione della pace e della riconciliazione coinvolge oltre 300mila persone, che costituiscono la popolazione dei quartieri nord della capitale.
Non se ne può fare a meno
I giovani che incontriamo ogni giorno non smettono un istante di raccontarci quanto il centro sia importante per loro, per la loro crescita e il loro futuro. E non dimenticano il ruolo fondamentale che ha avuto durante gli oltre dieci anni di guerra, quando fuori i giovani di etnia diversa si uccidevano, e dentro giocavano e studiavano assieme.
La pace, al centro giovani Kamenge la si sente, la si vede, la si respira. I sogni e gli ideali prendono forma, si concretizzano e regalano a tutti - hutu e tutsi, giovani e vecchi, bianchi e neri - un avvenire migliore. Insomma, è una realtà di cui non si può fare a meno.








