Dove siamo oggi?
I 75 anni di presenza e missione in Sierra Leone hanno portato alla nascita e all'istituzione della Diocesi di Makeni con tutte le sue strutture di base e un numero significativo di presbiteri e leader locali. Inoltre, alcuni giovani sono stati ispirati ad abbracciare il nostro carisma missionario: tre di loro sono stati ordinati presbiteri (p. Solomon Kargbo, p. Patrick Fornah e p. Mark Gbama Bangura). Altri sono in procinto di completare il loro curriculum formativo.
La strategia di evangelizzazione dei nostri predecessori, principalmente nella parte settentrionale del Paese, era la predicazione della Buona Novella attraverso la salute, l’istruzione, lo sviluppo sociale e l’istituzione di comunità cristiane. Alcune delle storie di successo del passato sono state anche il Programma di Controllo della Lebbra, avviato da p. Rocco Serra e fratel dottor Lio Stocco e la campagna contro la poliomielite di p. Camillo Olivani.
La guerra civile (1991-2002) è stato il periodo più difficile nella storia del Paese. Ha avuto un impatto significativo sulla vita e sul lavoro dei nostri confratelli presenti in quegli anni. Tutti hanno dedicato la loro vita alla loro missione, rimanendo coraggiosamente e ostinatamente nel Paese con la gente. La guerra è finita dopo 11 anni di aggressione e distruzione.
Il periodo dell’epidemia di Ebola (2014-2015) è stato un altro momento minaccioso. Anche in questo frangente tutti hanno deciso di rimanere e condividere le paure e le sofferenze della gente. È stata una testimonianza del Vangelo che ha portato speranza a molti sierraleonesi sofferenti. Era una vera gioia sentire le persone commentare: “Non siamo destinati a morire a causa di questa malattia; Dio non ci ha mai abbandonati, perché i suoi preti e missionari non sono scappati, ma sono rimasti con noi”.
All’inizio i nostri predecessori erano soliti essere i leader e i maestri in tutte le attività. Con il passare del tempo, la presenza saveriana in Sierra Leone è cambiata: da protagonisti, i missionari hanno assunto il ruolo di compagni e collaboratori, partner della neonata Chiesa locale, senza perdere la loro identità di missionari ad gentes. La chiesa locale ha portato una conversione per tutti noi, un nuovo modo di fare e di essere missione.
Presenza interculturale. Attualmente ci sono 17 Saveriani di 8 nazionalità diverse che lavorano in Sierra Leone: 3 dall’Italia, 6 dal Congo, 1 dal Camerun, 1 dal Ciad, 1 dalla Spagna, 1 dal Burundi, 1 dalla Colombia, 1 dall'India e 2 dall’Indonesia. Il cambiamento della presenza saveriana in Sierra Leone è dovuto alla crescita del clero locale e alla trasformazione della nostra comunità che è diventata multiculturale e internazionale. Questo nuovo stile diventa profezia e armonia della diversità, che ci porta a vivere insieme come una famiglia e ci consente di incontrare persone di culture diverse in modo più significativo.







