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Nessuno si meravigli se in questa pagina si trovano molti nomi e alcuni numeri. Del resto dietro ad ogni nome c'è un volto ben preciso, anzi, secondo la mentalità biblica, dietro ogni nome si nasconde una missione. Le parole del profeta Isaia le vogliamo sentire rivolte a ciascuno di noi: "Fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome" 49, 1. Siamo chiamati per far crescere il Regno di Dio in tutto il mondo: "Va' e annunzia il Regno di Dio" Mt 8, 22.

Dal lontano 1946, quando si è aperta la nostra Casa di Udine ad oggi, sono passati tanti anni, ma anche tanti ragazzi sono entrati per conoscerci. È chiaro che non tutti sono riusciti a raggiungere la meta. Hanno capito che il Signore li voleva per un'altra strada. Del resto la "scuola apostolica" ( così erano chiamate le Case di formazione per ragazzi sparse in varie Regioni d1talia) aveva come compito di aiutare il ragazzo e il giovane a capire se quel vago desiderio di diventare missionario veniva proprio da Dio e quindi da attirare l'attenzione o invece si trattava di un'emozione o velleità passeggera e quindi da lasciar perdere.

Questo lavoro, umile, prezioso e per nulla facile, va sotto il nome di discernimento vocazionale. I ragazzi che hanno trascorso uno o più anni nella nostra Casa di Udine sono circa 750. Alcuni continuano a farci visita e mantengono bei ricordi dell' esperienza fatta. Coloro che sono arrivati fino in fondo diventando missionari Saveriani sono 65, dei quali 50 viventi. La maggior parte lavora nei campi di missione in maniera diretta: Africa (Burundi, Cameroun, Congo, Sierra Leone e Tchad), Asia (Bangladesh, Cina, Giappone e Indonesia) e Americhe (Colombia, Brasile, USA). Nei periodi estivi c'è sempre qualcuno che fa un breve periodo di vacanze, ed allora è bello incontrarsi con loro e sentire raccontare tante esperienze, preoccupazioni, speranze. C'è qualcosa che li accomuna: tutti hanno una gran fretta di ripartire per la missione.

Faremo memoria

In questo mese dedicato ai defunti vorremmo dare un'attenzione speciale ai missionari friulani che ci hanno lasciato. Se i conti non tornano male sono 15 i confratelli che sono ritornati alla Casa del Padre carichi di esperienza dopo aver lavorato nelle varie missioni. Ricordare i loro nomi significa far memoria del loro operato e della loro passione per il Regno di Dio. Il primo nella lista è p.Del Fabbro morto nella nostra Casa nel 1948.

Un'attenzione particolare merita p.Marchiol Aldo, martire della giustizia, massacrato a Buyenghero (Burundi) il 30 settembre del '95 e l'ultimo, ancora pieno di vita, è stato p. Cruder Gianfranco vittima di un incidente stradale in Indonesia il 25 ottobre del 2000. Gli altri li ricordiamo in ordine alfabetico per motivi pratici. È chiaro che rimane a ciascuno di noi l'impegno di pregare per loro affinché il Signore conceda la luce eterna ed il riposo senza fine. Ed anche perché intercedano per suscitare ancora missionari friulani che prendano il loro posto: Basso p.Aurelio, Caissutti p. Tonino, Calligarop .Amadio, Collini p. Giobatta, Germano fr. Valeriano, Madinelli p. Giuseppe, Mattiazzi p.Marco, PellegriniJ r.Attilio, Vanzin p.Callisto, Vidale Jr.Isaia lampara p.Davide.

Arrivi e partenze

La nostra Comunità ha cambiato "look". Padre Carlo Pozzobon, essendo stato eletto vice superiore della Regione Saveriana d1talia, deve guardare più lontano dal nostro Friuli. Non era sempre facile combinare la presenza tra di noi e gli altri impegni che lo portavano spesso fuori sede. Ha pensato bene di lasciare il servizio di rettore.  

Noi gli siamo grati per l'impegno che ha dedicato alla nostra Casa di Udine. Nessuno gli può rimproverare che non l'abbia davvero amata! C'è da sottolineare, tra le tante doti di p. Carlo, che ha buon fiuto vocazionale. Tre giovani, infatti, accompagnati da lui per il discernimento vocazionale, sono entrati nella nostra Casa di Desio. Uno di loro sta già facendo il postulato. Si tratta di Denis di s.Giovanni al Natisone. Gli altri due sono appena partiti per la Comunità di Desio: Nicola Degano di Pasian di Prato e Loris Ermacora di Billerio. Tutti siamo invitati ad accompagnarli con le nostre preghiere perché possano fare un buon discernimento.

Ritornando a p.Carlo non gli mancherà certo il lavoro. Infatti da Zelarino, nuova sede, accompagnerà l'animazione missionaria e vocazionale del "Triveneto".

Ha preso il suo posto p.Bruno Roia di Prato Carnico. È il più giovane della Comunità e quindi dovrebbe "tirare la carretta" con maggior lena e brio, senza dare segni di stanchezza. Ha fatto la sua esperienza missionaria in terra brasiliana e da qualche anno si trova in Italia. Dopo una pausa di studio a Roma ed un anno di animazione missionaria in quel di Salerno, approda nella nostra Casa di Udine. Possiamo dirci davvero fortunati.

Veramente è meglio aspettare che cominci a lavorare. Ma in fondo il responsabile ultimo del nostro lavoro è lo Spirito Santo. E con Lui non c'è nulla da temere.



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