Di nuovo in Sierra Leone
“Abbracciate il mondo intero”
Un saluto dalla Sierra Leone. Con le energie recuperate, ho ripreso il mio lavoro. Desidero ringraziarvi per la grande stima manifestata a me e a padre Luigi Caria. Oltre alle medicine, al buon cibo e al riposo, sono state le vostre preghiere e l’amicizia che mi ha aiutato a rimettermi in salute.
Ho anche avuto l’opportunità di vivere con voi momenti di fede e di devozione: le feste del Corpus Domini, di Nostra Signora d’Itria e dell’Assunta. Fa bene al missionario sentirsi parte di una comunità vibrante e impegnata a crescere nella fede in Cristo e nella convivenza fraterna.
Sono proprio questi i tesori che annuncio come missionario, cercando di testimoniarli in mezzo a questi miei fratelli e sorelle della Sierra Leone.
Conferenze, lezioni, incontri
Qui ho ritrovato il clima caldo e umido. Siamo nel pieno della stagione delle piogge. Con i forti rovesci, le strade di terra diventano fiumi e laghetti, creando enormi difficoltà di trasporto. Ancora non sono riuscito a incontrare p. Luigi Caria, proprio perché le strade sono impraticabili. Siamo distanti 150 chilometri l’uno dall’altro. Però ci siamo sentiti per telefono; sta bene e vi saluta. Il mio tempo è occupato soprattutto a preparare incontri, conferenze e lezioni.
L’istituto “Fatima”, la piccola università in cui insegno, ha concluso il primo anno di attività. Nove studenti su dieci hanno passato bene gli esami. I nuovi iscritti sono settanta. Ho condotto una mattinata di lavoro con i professori, per incoraggiarli a creare con gli studenti una comunità di studio e di ricerca. Tra qualche giorno, avremo una giornata di orientamento per i nuovi studenti, seguita da una sfida tra vecchi e nuovi nel campo da pallone. Poi ricominciano le lezioni del primo semestre.
Cinquant’anni fa, i primi cristiani
L’anno scorso ho seguito sei giovani sierraleonesi, che aspirano a diventare saveriani. Quattro sono stati riconosciti idonei a unirsi alla comunità formativa di Freetown, per cominciare gli studi di filosofia. Sono riconoscente a Dio per questo grande dono.
Nella diocesi di Makeni, il mese missionario di ottobre è iniziato con una grande celebrazione in onore di santa Teresina, in un villaggio della tribù limba birwa. Proprio 50 anni fa, in questo villaggio si formava la prima comunità cristiana di quella tribù e veniva costruita la scuola, dedicata alla santa patrona delle missioni. I limba sono una tribù molto aperta ad accogliere la fede cristiana. Hanno sempre rifiutato di abbracciare l’islam.
Auguro a tutti di vivere lo spirito missionario, uniti alla Madonna del rosario. Con Maria, possiate abbracciare nella preghiera il mondo intero.








