Così la gente vive in Bangladesh
Abitudini, usanze, cultura
Paese che vai, usanze che trovi. Credo vada bene per tutti i Paesi. Effettivamente sono cose che colpiscono appena arrivi nel nuovo Paese; col tempo ti abitui e consideri le cose diverse semplicemente non più diverse. In questa epoca a cavallo dei due millenni, della internazionalizzazione e della globalizzazione, tante usanze vanno scomparendo o si notano di meno.
Anche il Bangladesh non fa eccezione a questo evolversi. Ma appena arrivi, l'incontro non può creare turbamento. Le reazioni sono diverse di chi va per turismo e di chi va per starci, come accade per noi missionari. Quando mi recai là per la prima volta , un padre anziano, che era stato missionario in Cina tanti anni prima, ci disse: "Per i primi sei mesi non pronunciate giudizi circa usi, costumi ed altro, ma ascoltate ed imparate solo!". Credo sia una buona prassi da tener presente, andando in un Paese a noi straniero o semplicemente diverso.
L'olio, in un Paese tropicale come il Bangladesh, è molto usato per ungersi il corpo, cominciando dai capelli. E questo lo capii bene sin dai primi giorni. In quel tempo non usavo ungermi i capelli, forse per meglio "inculturarmi" con loro? Non lo ricordo. Fatto sta che il mio maestro hindu di lingua bengalese un giorno mi disse a bruciapelo: "Padre, sei così povero che non puoi comprarti un po' d'olio per ungerti i capelli?".
Una delle occupazioni giornaliere delle donne, dopo il magro pasto del mezzogiorno, consiste appunto nell'ungersi i capelli: lunghi, neri e belli. Pettinandosi, uccidendo certi indesiderati parassiti: sono scene che si possono ancora vedere, specie negli ambienti rurali, dove le donne sedute in circolo, sotto i maestosi manghi, si aiutano l'un l'altra in questa operazione da "salon" all'aperto.
La collana di fiori è molto usata per onorare persone, accoglierle, premiarle, sia con fiori freschi, come con fiori "manufatti" di tanti colori e forme. Nella visita di un villaggio della mia prima parrocchia mi fecero un ricevimento in due momenti: nel primo per ricordare e piangere il parroco che andava in altra sede, con toni tristi e tante lacrime.
Nel secondo per accogliere me quale nuovo pastore, intonato all'allegria e festa. Naturalmente non mancarono le collane di fiori freschi: in quella occasione ne contai venticinque! Alla fine ci furono dolci per tutti, cominciando dai più grandi; proprio dai più grandi, altrimenti avrebbero protestato subito dicendo che anche loro erano tutti "miei figli"!
Una cerimonia è quella del primo riso dato al bambino di sei/otto mesi; come da noi la prima volta che il bambino comincia a mangiare cibo solido, non più solo latte. Se il missionario è vicino viene invitato ed allora è lui che deve compiere l' "imboccata" tra l'approvazione e la gioia dei presenti!
Senz'altro una bella usanza, specie nell'ambiente rurale, è quella di offrire alla Chiesa le primizie, come quelle della terra (primo taglio del riso del campo nuovo, primi frutti) e degli animali, per ottenere abbondanti raccolti. L'ultimo Natale che passai in missione, portarono in chiesa, durante la s. Messa di mezzanotte, due capretti , uno per ciascuno a noi due missionari.
Visitando la gente , pur nella povertà che non è possibile immaginare se non la si è condivisa sul posto, ti offrono quel poco che hanno: una tazzina di té, una noce di cocco o anche latte caldo. Devi accettare. Anche i poveri, come segno di riconoscenza, ti portano dolci o frutta: così fanno tanti che hai aiutato per cure mediche, come pure gli studenti che hanno ottenuto la promozione. Se non si fanno vivi in quell'occasione, è segno evidente che non sono stati promossi!
Nonostante l’apparenza, anche loro amano i fiori. In questi ultimi anni ho notato una "fioritura" in serre o, meglio, piantagioni di fiori (nei tropici con quel caldo ed acqua presenti, non c'è bisogno di tante strutture). In certe città, si possono vedere ragazze e giovani donne che, uscendo di casa, hanno immancabilmente fiori freschi tra i capelli, ben pettinati. Così in occasione di preghiere ed offerte presso le statue delle divinità o al tempio, usano sempre fiori freschi. La mattina vedi spesso ragazzini che vanno a raccogliere fiori presso le case o lungo le strade per quello scopo. È un bel segno quello di avere ogni giorno i fiori freschi durante la preghiera. In certi periodi dell'anno, mi ero accorto che in chiesa nell'acquasantiera il livello dell'acqua diminuiva molto più in fretta che in altri periodi .
Venni a scoprire il perché di quel fenomeno: certe mamme, con in braccio il bimbetto, entrando o uscendo di chiesa, non solo usavano fare il segno della croce anche sul bambino, ma mettevano quella su tutto il corpo del piccolo che tenevano in braccio, come si trattasse di un bagno lustrale, recitando delle giaculatorie: una scena bellissima!








