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Nel tran tran quotidiano, guardando a Dio

Anche quest’anno è arrivata l’estate con il caldo, le lunghe giornate e la possibilità di un meritato riposo. Desidero condividere con voi, cari amici, una breve riflessione proprio sulla necessità e sul significato del riposo. Lo faccio, soprattutto alla luce della fede e della dimensione cristiana della vita.

Quante volte, ascoltando le confidenze o le confessioni di genitori, giovani e lavoratori, alla fine della  conversazione ho chiesto: “ma trovi un momento per riposare, per pregare, per riprendere le forze?”. Spesso la risposta è stata “no, non lo trovo!”. Le esigenze della vita moderna non permettono di fermarsi; non ci permettono di “perder tempo” ...riposando. Dobbiamo ammettere che oggi la vita non è facile per nessuno. Ma ognuno di noi deve saper gestire con equilibrio la propria esistenza. 

Lodiamo il Creatore

Secondo la tradizione biblica, l’uomo che “osserva il sabato” imita Dio il quale, dopo aver creato cielo e terra, il settimo giorno ha riposato. Nel libro dell’esodo, leggiamo queste parole: “Durante sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore. Il sabato è un segno perenne fra me e gli israeliti, perché il Signore in sei giorni ha fatto il cielo e la terra, ma nel settimo ha cessato e si è riposato” (Es. 31,17). La bibbia menziona persino il riposo per gli animali, stanchi del lavoro settimanale. A maggior ragione deve riposare l’uomo, che è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Naturalmente il riposo non consiste semplicemente nel cessare il lavoro. Bisogna consacrare le proprie forze per celebrare e lodare il Creatore con la preghiera.

 Perché ci sia un’autentica valorizzazione del riposo umano, si dovrà aspettare la venuta di Gesù, che ha detto: “il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc. 2,27). Il riposo è la liberazione dell’uomo e la celebrazione della gloria di Dio. Gesù dà a questo segno il suo vero significato, guarendo i malati il giorno di sabato. Grazie a lui, il riposo significa la liberazione dei figli di Dio.

Riposiamo insieme

Nel vangelo leggiamo che Gesù rivolge molti inviti e comandi ai suoi apostoli e ai discepoli. Li invita a pregare il Padre celeste; comanda loro di andare in tutto il mondo a predicare il vangelo, a guarire gli ammalati; dice loro di essere sempre pronti a perdonare. Tra tanti inviti, ce n’è uno che sembra strano, in bocca a Gesù: l’invito a ritirarsi in disparte per mangiare e riposare.

È scritto nel vangelo di Marco: “Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare” (Mc. 6,30-31). Con questo atteggiamento Gesù dimostra la sua sensibilità umana, la sua capacità di vivere un rapporto di amicizia con i suoi discepoli.

Diamo amore e compagnia

Ma c’è anche un altro aspetto importante per il giorno del nostro riposo. Ce lo suggerisce l’esempio dal maestro Gesù. Dice il vangelo di Matteo: “Gesù andava per tutte le città e i villaggi, insegnando, predicando il vangelo e curando ogni malattia e infermità. Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore” (Mt. 9,35-36).

Anche noi siamo invitati a utilizzare i momenti di riposo e di svago per condividere un po’ del nostro tempo di vacanza nel volontariato, a beneficio dei più bisognosi di amore e di compagnia.

La comunità dei missionari saveriani di Genova Pegli vi augura che possiate trascorrere almeno qualche giorno di vacanza, per ristorare il corpo e lo spirito.



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