Corrispondenza dall'Italia
"Missionari Saveriani": un buon sussidio per il catechismo
Ricevo “Missionari Saveriani” da almeno 16 anni e l’ho letto a periodi alterni perché quando i bambini erano molti piccoli (ne ho tre) il tempo era poco e riuscivo a guardare solo la prima pagina. Nonostante ciò mi ha fatto compagnia e mi ha ricordato le missioni e i miei amici missionari. Ora lo leggo tutto e ne leggo alcune parti ai ragazzi del catechismo.
Ho letto la lettera del “missionario nostalgico” e penso che tanti tra di noi abbiano gli stessi pensieri e lo stesso fuoco nell’anima; per me è stato importante capire che trasmetterlo agli altri è forse più fecondo che non farlo bruciare in un Paese di missione. Certo rimane la nostalgia, ma è quella la forza che ti fa andare avanti e il dono che fai al Signore per quelli che sono partiti.
- Laura Pisani Manzoni – ihmum@tin.it
I prezzi nelle botteghe del commercio equo
Le scrivo perché desidero rispondere ad una lettera, pubblicata in un numero di “Missionari Saveriani”, intitolata “Davvero Mercato Equo e Solidale?” e che esprimeva dei dubbi circa il fatto che nonostante i prodotti del Mercato Equo e Solidale vengano venduti da volontari, siano comunque più costosi di quelli normalmente in commercio, anche se questi ultimi sono distribuiti da lavoratori la cui paga pesa sul costo finale del prodotto. Se da un lato ciò è sicuramente vero, lo è anche il fatto che le suddette multinazionali, in ragione della loro stessa grandezza, possono contare nell’acquisto, nella lavorazione e nella distribuzione del bene, su una serie di poteri contrattuali molto forti, i quali si traducono in costi di produzione molto bassi.
Inoltre spesso alcune componenti del processo produttivo (come ad esempio le imprese che distribuiscono ed immettono il prodotto sul mercato) sono di proprietà delle stesse multinazionali che producono il bene in questione, per esempio il caffè. Tutto ciò fa si che il caffè che noi compriamo al supermercato costi meno di quello del Commercio Equo e Solidale il quale ad ogni passo del processo produttivo, dall’acquisto della materia prima alla lavorazione, ha dei costi per unità di prodotto molto più alti di quelli delle multinazionali.
Tutto ciò andrà inesorabilmente a riflettersi sul prezzo finale della nostra confezione di caffè alzandolo di molto. Detto ciò, vorrei comunque esprimere la mia fiducia verso una forma di mercato che nonostante le innumerevoli difficoltà che si trova ad affrontare (prima fra tutte quella di una lotta ad armi impari), ha il coraggio di proporsi come via alternativa non solo nel commercio ma anche nel modo di concepire il nostro rapporto con i Paesi e le popolazioni in via di sviluppo. Nella speranza di essere stato il più esauriente possibile porgo alla redazione ed ai lettori di “Missionari Saveriani” i miei più cordiali saluti.
- Omar Pellegrini, studente - Brescia
Ricerca di vecchi amici
Salve sono un ex seminarista Saveriano di Ancona.Sapete che fine ha fatto p. Claudio Mantovani? Grazie.Domani chissà se ci incontreremo su una riva di un sogno su una piazza italiana sotto l’arcobaleno.
- Riccardo Furia - Furiar@tin it
Risponde Padre Ettore
Gli scritti al direttore di “Missionari Saveriani” sono una iniziativa simpatica. Come pure lo scambio di idee tra i lettori del nostro giornale. Le poste sembrano funzionare (almeno per noi, grazie a Dio); l’e-mail, poi è un diabolico marchingegno rapido e provvidenziale. Vogliamo vivere insieme il nostro tempo, da cristiani avveduti, usando con sapienza i mezzi che la Provvidenza ci offre. Scrivete, e sarete letti. Un saluto di simpatia.
p. Ettore, sx.








