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Caro direttore, Ricevo con molta gioia e soddisfazione "Missionari Saveriani", che leggo con partecipazione dalla prima all'ultima riga. Chiedo il favore di ricevere gli articoli della rubrica "L'icona della missione", a cura della saveriana Tea Frigerio. Grazie e buon servizio missionario!

Sr. Noemi, Torino.


Leggo con piacere il mensile da tanti anni, ma non ho mai scritto per complimentarmi. Questa volta ho trovato lo spunto per farlo.Ho accettato la sfida lanciata da suor Tea a pagina 2 del numero di luglio/agosto e, come lei ha proposto, ho letto con attenzione e meditato la "parabola dei talenti". Ho trovato interessantissimo il nuovo punto di vista, che rivaluta la figura del terzo servo che così non è più infingardo e fannullone, ma è stato capace di rompere la logica del padrone... Ma ho una domanda, che prego di passare alla Tea: perché il terzo servo ha preso il talento dal padrone? Non poteva rifiutarsi subito?

Maria Luisa, via E-mail.


Sono corso a rileggere la "parabola dei talenti", strabiliato dall'interpretazione della Tea. Non sono riuscito a cogliere un minimo di riferimento a quanto lei hai scritto. È vero che il vangelo si presta a molteplici interpretazioni, ma la sua è del tutto campata in aria e assurda... Il senso della parabola era e resta questo: Dio dà a ognuno diverse capacità; a lei ha dato dieci e a me uno; e io quell'uno cerco di farlo fruttare perché è ciò che Dio vuole; non lo nascondo sotto terra. Mi spiace, ma quel servo era un incapace, un pusillanime e tale rimane, padrone o non padrone. Non si sente un po' presuntuosa nell'affermare una cosa esattamente diversa? Con i migliori saluti,

Raniero, Roma.


Carissimi,

grazie per tutti questi messaggi, che ho inviato - come mio dovere - alla Tea Frigerio missionaria in Brasile (E-mail: t_frigerio@hotmail.com). Spetta a lei rispondere e sono certo che lo farà, nei pochi ritagli di tempo che ha a disposizione. Io non intendo sostituirmi a lei, perché lo scambio personale e diretto è sempre il migliore. Tuttavia desidero fare due considerazioni "a caldo".

Accettare la sfida - Questi messaggi sono una prova della serietà dei nostri lettori, disposti a raccogliere anche le sfide ardue e insolite, come quella lanciata da sorella Tea nel numero di luglio/agosto. L'esercizio in tre tappe (leggere - contestualizzare - riflettere) è un metodo appropriato e utile per accostarci alla Parola biblica e anche alle esperienze e testimonianze della chiesa missionaria: è un ottimo esercizio.

Correre a verificare - Ho provato un piacere immenso alle parole del signor Raniero, che è letteralmente "corso a rileggere la parabola". Già questa "corsa" è stata uno splendido risultato. Ne sono convinto, perché andare alla "fonte" è sempre un gran guadagno. Ci aiuta a non essere "fannulloni o incapaci". Perciò auguro a tutti di sentire l'esigenza di questa "corsa" verso la Parola di Dio.

  • p. Marcello, sx.


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