Concistoro dei Cardinali: La Chiesa Indonesiana si presenta
Roma: Concistoro del Maggio 2001.
Il cardinale di Giakarta, Julius Darmaatmaja, ha voluto presentare al Papa e ai confratelli cardinali l’attuale situazione della Chiesa cattolica in Indonesia:
"Nel suo sforzo di essere Chiesa per e con il popolo, la Comunità cattolica indonesiana promuove l’inculturazione e il dialogo con le altre religioni, e la solidarietà con i popoli. Nel far questo essa arricchisce se stessa e gli altri, comunicando il suo messaggio di fede. Il numero dei cattolici, nella mia terra, conta solo 7 milioni e mezzo, in una popolazione vicino ai 210 milioni, con l’80% di musulmani. Davvero un piccolo gregge, che può crescere nella consapevolezza della sua profonda spiritualità.
L’Indonesia sta attraversando una preoccupante crisi economica, politica e spirituale. Come cittadini siamo dilaniati da inuguaglianze nelle religioni e nelle etnie, minacciati da diffidenze e sospetti. Tanto che certe regioni stanno trasformandosi in campi di battaglia. Pur partecipando all’agonia del proprio popolo, i cattolici intravedono la presenza dello Spirito di Dio nelle loro vicende, scoprendo e formando piccole Comunità di fraternità e di mutuo soccorso, con la speranza di creare una vita migliore per l’intera nazione. Convinti che non ci sia autentica evangelizzazione senza l’annuncio di Gesù Cristo e del suo Spirito, i cristiani di Indonesia (ci sono pure oltre 20 milioni di protestanti) si rendono conto che il loro annuncio sarebbe incompleto senza un autentico dialogo verso le diverse culture, razze e religioni, ma soprattutto un chiaro messaggio indirizzato ai poveri. È necessario presentare un Cristo che ama la gente, che si fa carico delle situazioni di povertà, di ingiustizia, di persecuzione, nelle quali una grande parte della popolazione si dibatte e soffre".
"Il cristiano – ha affermato il prelato giavanese – è una persona che ama anche coloro che non lo amano. Le nostre Comunità sono impegnate a costruire una comunione di Comunità. Solo così i "poveri, gli ultimi della terra" potranno sperare di vivere più pacificamente, pure nelle tensioni e paure che li minacciano e "i ricchi" potranno scoprire una spiritualità diversa".
Secondo il cardinale, il fatto che ogni anno più di 50 mila persone adulte in Indonesia decidano di studiare la religione cattolica e chiedere il battesimo è un segno che, pur nelle difficoltà di questi anni, l’albero dell’evangelizzazione produce frutti buoni e abbondanti.








