Con Dio, istante per istante: Un ricordo di sr. Giuseppina Moroni
Padre Giacomo Spagnolo, fondatore delle saveriane, negli ultimi mesi della sua vita terrena scriveva: "Quando si è vicini a una meta, come questa, le cose diventano più evidenti. Si sente più bisogno di vivere il resto della vita... come una festa d'attesa di un grande incontro".
Una giovinezza impegnata
Queste parole le abbiamo viste vissute in Giuseppina. Si è preparata al grande incontro con il Signore, con fede viva e con quell'impegno che lei sapeva mettere nei vari compiti da svolgere. Il desiderio di compiere la volontà di Dio, "istante per istante" è stato come la stella polare della sua vita.
Giuseppina Moroni nasce a Vertova (BG) il 3 marzo 1941, terza di quattro figli. Il papà muore in giovane età e la mamma, donna forte e di grande fede, le trasmette quei valori umani e cristiani che Giuseppina ha coltivato nel corso della sua vita: spirito di servizio, sacrificio, fede.
Giuseppina vive una giovinezza impegnata: lavoro in casa, nella fabbrica di tessitura, in parrocchia. È attiva nell'Azione cattolica, ricca di stimoli formativi e apostolici, dove matura la sua vocazione missionaria. La mamma, pur nella sofferenza del distacco, lascia la figlia libera di seguire la sua strada.
La missione in Brasile
Giuseppina diventa saveriana nel 1967 e per tre anni svolge un servizio presso l'istituto saveriano a Parma. A Milano consegue il diploma per maestre di scuola materna. Nel 1975 è destinata alla missione in Brasile sud, a Londrina, dove svolge il servizio di direttrice della comunità e della scuola materna. Dal 1978 al 1986 è ad Apucarana, con gli stessi compiti.
Dopo due anni a Curitiba, dove frequenta un corso di catechesi, nel 1989 è destinata alla periferia di San Paolo, nella zona di Guaianazes. Lì si dedica con passione al servizio pastorale, mettendo a frutto le sue capacità di relazioni semplici e accoglienti che conquistano la gente. Ritorna a Curitiba come vice maestra delle novizie nella comunità di formazione e dal 1997 al 2003 è a Londrina, come direttrice regionale delle saveriane che lavorano nel sud del Brasile.
Laboriosa e... grintosa
Giuseppina si distingue per la sua disponibilità a svolgere i servizi che le sono richiesti, impegnandosi con responsabilità e tenacia. Lei è sempre serena e le sorelle stanno volentieri con lei. Sa far festa e allietare il clima comunitario. Donna di preghiera, forte e laboriosa, affronta la realtà con grinta e riesce a sdrammatizzare le situzioni. Sa voler bene e si fa volere bene.
Allo scadere del secondo mandato di direttrice regionale, nel 2003, Giuseppina rientra in Italia per un anno sabbatico, accolto e gustato come un regalo prezioso. Le viene poi chiesto di restare in Italia, nella comunità di Ceggia (VE), come economa nella casa di riposo. Le costa accettare questo servizio, perché non si sente all'altezza, ma ci mette tutta la sua buona volontà e tenacia per imparare, e alla fine si appassiona.
Lezioni di umanità e fede
Nell'estate del 2006, compaiono i sintomi della grave malattia. Arriva per Giusy la destinazione a una nuova e inaspettata missione. In casa madre a Parma si sottopone alle terapie, che affronta con la fiduciosa speranza di guarire. Al terzo piano, quello delle missionarie bisognose di cure, è lei l'animatrice nella recita del rosario quotidiano.
Dopo un periodo di relativo benessere, le sue condizioni di salute si aggravano. Nell'aprile scorso va a Lourdes e vive il pellegrinaggio come una grazia. Al ritorno, comunica la gioia provata alla grotta della Madonna. Consapevole della gravità delle sue condizioni, si affida alle sorelle che l'assistono. Si addormenta nel Signore il 1° di luglio.
Giusy cara, grazie per la lezione di umanità e di fede che ci lasci.
Dal paradiso continua ad accompagnarci e a darci coraggio; e intercedi per i bisogni della missione.








