Città aperta al mondo
Ritmi balcani, danze africane e musica orientale sono stati i protagonisti della terza edizione della "Festa dei popoli" di Salerno. Per la prima volta l'evento ha avuto il suo inizio con la Messa interculturale presieduta dall'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno mons. Moretti. Buddhisti, musulmani, ortodossi e cattolici, domenica 19 giugno sono accorsi nel sottopiazza della Concordia per condividere il solenne momento religioso. L'evento era organizzato dalle numerose comunità di Salerno e coordinato dal centro diocesano missionario, insieme ai saveriani.
Nel pomeriggio, tutte le comunità hanno rievocato tradizioni e cultura della propria terra, trascinando i numerosi spettatori in canti e balli travolgenti, tutti mischiati: i rumeni ballavano ritmi senegalesi, gli srilankesi accompagnavano i canti polacchi, giovani orientali e occidentali erano uniti a suon di rap...
La diversità rappresenta ricchezza, cultura, creatività, gioia.
Il tema dell'accoglienza è stato il filo conduttore dell'evento: l'ospitalità nelle case dello Sri Lanka, le fasi del corteggiamento tradizionale filippino, il rituale della nascita senegalese, la cerimonia matrimoniale della Romania sono patrimonio di noi tutti. La conoscenza dell'altro e la condivisione dei valori ci permettono di costruire un comune cammino di pace. E Salerno ha dimostrato di essere una città aperta al mondo.
La serata si è conclusa sulle note "Liberi di volare", canzone tratta dal omonimo musical interpretato dal gruppo giovanile dei saveriani.








