Chiudo gli occhi e immagino
Si è svolto a metà marzo a Roma una due giorni per la formazione dei giovani animatori missionari, organizzato da Missio Giovani sul tema “Cuore che arde”. Abbiamo partecipato in otto da Salerno e Cava de’ Tirreni. È stato un’occasione di formazione, d’incontro e condivisione. La relazione degli invitati ci ha portato a formulare questi versi.
Chiudo gli occhi e immagino la giovane donna africana sepolta con il suo abito bianco del battesimo, ricevuto pochi giorni prima della morte, e con il crocifisso tra le mani, che diventa la chiave per il Paradiso.
Chiudo gli occhi e immagino la comunità cattolica di un villaggio africano fare una danza che esprima con gesti di gioia le parole del Credo, difficilmente traducibili nella lingua autoctona.
Chiudo gli occhi e immagino quel giovane uomo che dopo aver lasciato le sue certezze lavorative si è messo a servizio della missione, prima all’estero e poi nella sua diocesi di origine per conciliare la sua vita da papà di due figlie.
Chiudo gli occhi e penso ai quei giovani mandati in giro per il mondo a fare esperienza missionaria, non da turisti, viandanti o pellegrini, ma inviati ad annunciare il Vangelo senza comfort e senza la necessità di dover fare grandi cose, ma semplicemente con lo spirito di stare tra la gente, come una presenza positiva, anche quando si è in netta minoranza.
Chiudo gli occhi e penso a quei giovani che come me sono stati a Roma. Con loro, che non conosco e che arrivavano da tutta Italia, uniti da una chiamata cristiana e missionaria comune, mi sento più in compagnia!
Chiudo gli occhi e provo ad immaginare me nel futuro. Come fare tesoro di quanto ricevuto e come restituire?
Metto ciò che porto nel cuore nelle mani di Dio. Lascio che sia Lui a tracciare la strada, la stessa strada che, come abbiamo sperimentato a Roma nel nostro piccolo, il missionario è chiamato ad eleggere come la sua casa. Missione è valorizzare il qui ed ora del dove si vive. Siamo una missione ognuno dove si trova!







