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Chi prenderà il suo posto? ...in attesa di una risposta

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L’altro giorno, mentre preparavo un incontro vocazionale, ho ricevuto una bella lettera da Anna Mosconi, una sorella saveriana nativa di Alzano Lombardo. Mi ringraziava per la mia presenza al funerale di suor Lia Ferraris, missionaria saveriana scomparsa alla fine di marzo, notizia che avete già letto sul numero di maggio.

Nella lettera, mi ha colpito il racconto della loro vocazione e lo voglio conpidere con voi.

Come una scintilla...

"Ecco come si sono svolte le nostre vocazioni… Il 25 luglio 1956, affonda la nave Andrea Doria, evento riportato su tutti i giornali. Io lessi l’articolo sulla rivista "Crociata Missionaria" che Lia e io, zelatrici missionarie, distribuivamo alle famiglie che erano abbonate. L’articolo riportava che tra le vittime c’erano due missionarie di Maria (saveriane) e terminava con questa domanda: chi prenderà il loro posto?

Mi domandai chi fossero le missionarie di Maria (tra parentesi, saveriane)… Certamente i saveriani le conosceranno. Detto e fatto, noi zelatrici andammo dai missionari saveriani a chiedere informazioni. Loro, più tardi, ci portarono in gita a Parma per farci conoscere le missionarie di Maria...".

Quella frase fu la scintilla dello Spirito che fece nascere, nelle due giovani di Alzano, il fuoco della missione. La stessa frase di quel lontano 1956, Anna la ripete oggi, chiedendosi chi prenderà il posto lasciato vuoto dalla sorella Lia nel portare il messaggio di Cristo al mondo.

Continuiamo a pregare

L’evangelizzazione, anche oggi come allora, è per la chiesa una priorità e una necessità. Quindi quello che suor Anna scrive alla fine della sua lettera, deve pentare per ogni cristiano un fatto quotidiano: "non ci dobbiamo stancare di pregare il Padrone della messe perché mandi operai per la sua messe". Ma noi preghiamo per questo? O nella nostra preghiera c’è posto per molte altre richieste, ma questa non c’è?

Tornando al punto di partenza, mi domando: cosa dirò a quei giovani che incontrerò? Riuscirò a far scattare quella scintilla? Ci sono ancora giovani che si lasciano "bruciare" dal fuoco della missione? Il partire, lasciare tutto, come Gesù chiedeva 2000 anni fa, è realizzabile anche oggi, agli inizi del terzo millennio?

Onestamente, bisogna ammetterlo, qualcuno dice che a Bergamo e in nord Italia ormai non c’è più speranza. Eppure, noi missionari siamo convinti che è ancora possibile; altrimenti non saremmo qui, a percorrere le strade di questa nostra terra. Per fortuna nessuno può imbrigliare lo Spirito, che soffia dove vuole e può far nascere la vocazione anche dalla lettura di una notizia di giornale, come nel lontano 1956.

Noi intanto, insieme a tutti voi, continuiamo a pregare.



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