Catechismo con aria di mondialità
di: Luisella.
Luisella, Monica, Michela e Jenny: siamo quattro catechiste e prepariamo i ragazzi della terza elementare alla Comunione e alla Cresima seguendo il nuovo corso catecumenale. Siamo al secondo anno e c'è ancora tanta strada da fare.
"Teniamo una lezione dai nostri missionari che vivono nel nostro territorio; loro sì che se ne intendono di catecumenato: in missione se ne occupavano ogni giorno. Così i bambini possono conoscerli di persona" - è la proposta di Luisella, la responsabile del gruppo. Le catechiste sono tutte d'accordo e con entusiasmo.
I giovani di qualche tempo fa
Abbiamo preso gli accordi con i saveriani, in via Visinoni. E sabato 15 gennaio p. Franco Lizzit ci accoglie nella sala "Padre Ottorino Maule", che fu rettore degli studenti missionari a Zelarino ed è stato poi martirizzato in Burundi nel 1995, insieme a p. Aldo Marchiol e alla laica missionaria Katina Gubert.
Ricordando la storia dell'istituto missionario fin dall'inizio, p. Franco ha fatto uscire dal suo computer e video proiettore le testimonianze sugli anni di formazione di tanti ragazzi, ora missionari in Asia, Africa e America. Tra quegli studenti c'era anche lui, il giovane Franco.
Si trattava di una vita non solo di studio, lavoro e preghiera, ma anche di sport, pallone, passeggiate e teatro, mentre si respirava anche l'atmosfera della parrocchia di Zelarino. Noi catechiste ci siamo augurate: "Chissà che a qualcuno di questi nostri ragazzi non venga la bella idea di seguire questa strada. Sarebbe troppo bello! Preghiamo per questo".
"Hello, qui padre Carlini...
La proiezione continua. Ora vediamo alcune zone di missione, specialmente dell'Africa, dove è stato p. Franco. Gruppi di ragazzi, chiese e scuole diverse dalle nostre, dove i ragazzi siedono in quattro o cinque per banco, case distrutte dalla guerra... E qui p. Franco fa gridare ai ragazzi uno slogan: "No ai giocattoli di guerra", che i ragazzi ripetono con convinzione, almeno per un momento.
La proiezione e il colloquio continuano quando... driiing! Squilla il telefono. Silenzio e attesa: "Sono Michele Carlini, un missionario saveriano e vi parlo da Freetown, la capitale della Sierra Leone, in Africa. Volete farmi qualche domanda?". C'è incredulità, dubbio, sorpresa, esitazione... Poi uno comincia: "Quanti anni hai?". "Quarantatre". "Bene, sei ancora giovane; quanti ragazzi ci sono lì da voi?". "Tantissimi". "A loro piace andare a scuola? E al catechismo? Giocano a pallone?...". "Sì, sì, se possono, ma il pallone non sempre ce l'hanno e allora giocano con quello che trovano...".
Il tempo sta per scadere, e allora terminiamo con una preghiera. Padre Franco e il missionario dell'Africa recitano il "Padre nostro" in timni, un dialetto africano, e noi in italiano. C'è ancora tempo per un saluto e i ragazzi gridano con entusiasmo "Oao, Oao!", che nella lingua timni significa "Ciao!".
Una bella esperienza per tutti
Dopo una foto di gruppo, siamo tornati in parrocchia, dove ci aspettavano i genitori. Durante tutto il percorso i ragazzi gridano con entusiasmo: "No ai giocattoli di guerra!", e poi salutano i genitori con uno smagliante "Oao!", quasi per comunicare una fratellanza con tutti i bambini del mondo.
I ragazzi hanno scritto poi i loro commenti: tutti desiderano incontrare il missionario con cui hanno parlato, c'è poi chi desidera conoscere quei bambini, chi ha apprezzato il nuovo saluto e chi è "rimasto impressionato dai bambini che fanno tutti quei chilometri a piedi, perché so cosa vuol dire, io non ho la macchina!".
Anche per noi catechiste è stata una bella esperienza, condivisa pienamente con i nostri ragazzi.
Ci ha fatto riflettere come vivere la vita cristiana ogni giorno, con un po' di sacrificio, ma con entusiasmo. Grazie.








