Cartoline live della missione
I saveriani hanno la fortuna di avere un padre fondatore che ha lasciato una grande eredità: “Fare del mondo una sola famiglia…”. Il sogno di S. Guido Maria Conforti unisce e “connette” spiritualmente, nello stesso carisma, tutti i missionari, le missionarie e i laici nel mondo.
Questa rete spirituale non è stata ostacolata neanche da un virus che, ogni giorno, ci mostra sofferenza e malattia senza confini. Davvero, “siamo sulla stessa barca - come ci ha ricordato papa Francesco - tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”. Con il desiderio di continuare a sentirci uniti e di rendere concreto il sogno confortiano, i missionari e i laici saveriani di Desio hanno creato le “Cartoline live dalla missione”. Si tratta di collegamenti in diretta, in streaming, con i missionari e le missionarie (non solo saveriani) in varie parti del mondo. Un nuovo modo, quindi, per sentirsi “connessi” e aprire la mente e il cuore a milioni di fratelli e sorelle, costretti ad affrontare questa improvvisa tempesta, a privarsi della normale quotidianità, magari colpiti dalla malattia o dalla perdita di persone care.
Per due mesi, maggio e giugno, dalla casa di Desio, abbiamo avuto il privilegio di aprire più di 15 finestre virtuali su Thailandia, Bangladesh, Stati Uniti, Brasile, Spagna, Marocco, Camerun, Centrafrica, Burundi, Congo, Perù e Giappone. Davvero tante sono state le informazioni e ricchi gli spunti di riflessione che ci hanno regalato queste testimonianze. La preoccupazione più grande, comune a tutte le voci ascoltate, è sicuramente la gravità delle situazioni di estrema povertà che, per effetto della pandemia, è una voragine in aumento. In questo contesto, la presenza e la vicinanza dei missionari si fa ancora più viva e non mancano le iniziative di solidarietà, anche per educare all’importanza della condivisone/solidarietà.
È sicuramente un momento favorevole per tutti, a livello personale, di comunità civile, cristiana e umana per aprirci all’altro, per metterci in suo ascolto, per cambiare il modo di fare relazione, ad ogni livello, anche internazionale, per insegnare al nostro cuore il sentimento della compassione e sentire il dolore dell’altro. Il Covid-19, infatti, ci sfida sul concetto di tempo, spazio e libertà. Siamo stati costretti a modificare i ritmi giornalieri, per cui viene da chiederci: “Come utilizzavo il tempo prima?”. Ci siamo ritrovati a stare con le stesse persone, la famiglia, la comunità, oppure a vivere la solitudine. Senza dimenticare la difficoltà di chi è stato costretto a vivere in spazi limitati, insalubri o addirittura che non ha potuto rispettare la regola perché non ha una casa.
Infine, la sfida più grande è quella della libertà. Siamo stati costretti a cercare la vera libertà, che ci rivela che siamo creature limitate, che dipendiamo da Qualcuno di più grande. Un Dio Emmanuele che ora sta con noi su quella barca per affrontare la tempesta. Questo sguardo sul mondo è stato un sano e profondo respiro di missione, un’occasione di rivelazioni da capire, custodire e concretizzare.







