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Carlos, l’amico di strada: Solo i poveri capiscono i poveri

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Finalmente, giovedì 22 gennaio abbiamo potuto dare l'estremo saluto a Carlos, l'amico portoghese morto il 29 settembre scorso, dopo lunghi anni trascorsi in strada. La sua salma era rimasta fino al giorno del funerale dentro una cella frigorifera per problemi burocratici.

Le esequie sono state molto partecipate, con il coro della parrocchia di San Gaspare del Bufalo che ha animato meravigliosamente la Messa. Ci si sentiva tutti fratelli - autorità, volontari e poveri - uniti nel compiere "un'opera di misericordia": seppellire i morti.

La Messa con il vescovo

Per la nostra famiglia dei poveri, le suore di padre Guido e il "Servizio di strada onlus" è stata come una festa. Eravamo sicuri di celebrare la nascita al cielo di colui che, come insegna la parabola del vangelo, allo stesso modo di Lazzaro mendicante tra i resti della tavola del ricco epulone, ora gode del meritato premio delle sue sofferenze terrene.

È stata una Messa solenne, tanto più che il vescovo mons. Edoardo Menichelli ci ha fatto l'onore di presiederla. Le sue parole sono state, secondo il suo stile, cariche di verità e di speranza: "Sono convinto che Dio abbia accolto Carlos nella sua misericordia, perché il paradiso è la destinazione del cosiddetto popolo delle briciole". Ha poi aggiunto: "Manca solo Simone Strozzi, il missionario saveriano che ci ha offerto un modello esemplare di dedizione ai poveri e che ora si trova in Messico". Simone sta infatti studiando teologia a Città del Messico e si prepara al sacerdozio, insieme ad altri giovani studenti saveriani di varie nazionalità.

Nei cuori di chi l'ha conosciuto

I poveri del centro culturale "La strada" hanno scritto una lettera che è stata letta alla fine del funerale, per ringraziare chi era presente: il "nostro vescovo Edoardo", il questore Iacobone che ha visitato Carlos quand'era in ospedale, il comune di Ancona, le altre autorità e il Sert, per quello che è riuscito a fare per Carlos.

Nel ricordo commovente del loro compagno di strada, i poveri hanno chiesto la sua intercessione per "tutti i poveri morti ad Ancona, non amati e non ricordati da nessuno". Le testimonianze dei poveri sono state toccanti perché, come ha affermato l'arcivescovo commosso, "solo i poveri capiscono i poveri". Ecco il messaggio di Adriano, Morena e Vova:

"Caro Carlos, finalmente riposi in pace dopo una vita avventurosa. A soli quarantotto anni ci hai lasciato, ma ora sei in paradiso con la tua amata nonna che dicevi di amare tanto. Si sa dove si nasce, ma non si sa dove si muore. Sei venuto a morire in terra straniera, ma la tua famiglia spirituale ti ricorderà sempre e non mancherà mai di portarti un fiore sulla tomba. Si è parlato e detto molto su di te, in vita e in morte. Ma cosa resta di un uomo? Come è scritto sui testi sacri: «terra alla terra, polvere alla polvere». Ma l'anima, e un giorno anche il corpo, con la resurrezione saranno beati davanti a Dio Padre. Ti ricorderanno per sempre coloro che ti hanno ospitato per un intero inverno. Sarai sempre nei nostri cuori".

La lettera dell'amico missionario

Anche Simone Strozzi ha voluto essere presente, inviando una lunga lettera scritta direttamente a Carlos. Ne riportiamo solo una parte: "Caro Carlos, ti scrivo l'ultima mia lettera, la più difficile e la più cara di tutte! Tante volte ho accompagnato fratelli nell'ultimo tratto della vita terrena, come ho cercato di fare con te.

Ricordo quando nell'ottobre del 2006 Lorenzo, chiamato Diabolik, mi aveva accompagnato in una fredda notte, a conoscerti mentre dormivi con il tuo cane GB sotto i portici dell'università in piazza Roma. Ricordo bene sabato 5 luglio 2008, quando avevi deciso di iniziare il tuo cammino di liberazione dalla strada, dall'alcool e dal fumo.

Questo cammino l'avevamo iniziato insieme, andando a fare una bella doccia alla mensa del povero, per poi andare in ospedale. Negli ultimi mesi stavi molto male, la tua via crucis è stata lunga e dolorosa: quante stazioni? Tu lo sai! Una cosa è certa: vivrai anche la quindicesima stazione, quella della Risurrezione".



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