Carisma è missione: Maria, Vergine in ascolto
Sono ancora le Costituzioni dei missionari saveriani a proporci di contemplare il modello perfetto di lettura, meditazione e preghiera della Parola.
Il quadretto che le nostre Costituzioni ci danno di Maria inizia con un'affermazione: "Maria, come Madre del Signore e della chiesa, ricopre un posto singolare nella storia della salvezza". È un atto di fede, che afferma il fondamento della nostra devozione a Maria. Poi descrive la prospettiva che, come missionari, più ci interpella e più ci affascina: "A lei guardiamo come Vergine in ascolto". Un ascolto verginale, cioè trasparente, limpido, disponibile: "Si faccia di me e in me secondo la tua parola". Un ascolto che accoglie lo Spirito, il quale agisce in piena libertà nel suo essere di donna.
Ma gustiamoci il testo completo delle Costituzioni saveriane, n. 49: "Maria, come Madre del Signore e della chiesa, ricopre un posto singolare nella storia della salvezza. A lei guardiamo come Vergine in ascolto, che custodisce la Parola di Dio e se ne fa portatrice con umiltà e coraggio, sempre attenta alle necessità dei fratelli".
Il missionario contempla Maria che ascolta la Parola, come al momento dell'annunciazione, quando si pone di fronte a Dio in totale disponibilità. Maria custodisce la Parola udita negli avvenimenti in cui Dio le si rivela: situazioni ed eventi incomprensibili, tanto da far affermare all'evangelista Luca che Maria e Giuseppe "non compresero le sue parole". Parola custodita anche nel tempo del dolore, quando "avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione con il Figlio sino alla croce" (LG 58).
Guardiamo ancora Maria missionaria, cioè portatrice della Parola, che si mette in viaggio verso la montagna, in fretta! L'annuncio è sempre carico di una certa urgenza e Maria, pregnante di Dio, in fretta intraprende il viaggio verso Elisabetta. Con umiltà, perché sa che anche lei è nella schiera dei salvati. Infatti, giunta a destinazione, canta ed esulta in Dio suo salvatore! Con il coraggio, però, di annunciare la disfatta dei potenti e dei superbi e l'impoverimento dei ricchi epuloni, per esaltare nella speranza gli umili, i poveri, gli affamati.
Il saveriano vede Maria attenta alle necessità dei fratelli, come a Cana.
"Maria - commenta il beato Conforti - ha una bontà che previene, una bontà che intercede, un'intercessione che di tutto trionfa. Nel più bello del convito viene a mancare il vino e rivolta al Figlio dice: «non hanno più vino». Ed egli, benché non fosse ancora giunta l'ora sua, opera il primo suo prodigio".
Ecco un programma missionario di altissimo livello: ascoltare e custodire la Parola, annunciarla con umiltà e coraggio, senza distrarsi; anzi, attenti alle necessità di coloro ai quali annunciamo la lieta notizia.
Il vangelo diventa così servizio; diventa carità.








